martedì, Luglio 21

Morto a Washington Daniele Compatangelo, il giornalista italiano dell’intervista a Trump: aveva 50 anni

Il giornalismo italiano perde Daniele Compatangelo, corrispondente de La7 da Washington, morto improvvisamente all’età di 50 anni a causa di un malore. La notizia è stata confermata dalla madre. Negli ultimi mesi il suo nome era finito al centro del dibattito politico per un’intervista telefonica a Donald Trump, andata in onda nel corso della trasmissione L’aria che tira.

In quell’occasione l’ex presidente degli Stati Uniti aveva rivolto critiche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alimentando un acceso confronto. Ma il ricordo che arriva dai colleghi va ben oltre quell’episodio, restituendo il ritratto di un professionista stimato e di una persona amata.

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Il ricordo commosso di David Parenzo

Il giornalista Daniele Compatangelo, corrispondente de La7 da Washington, ricordato dal collega David Parenzo

A ricordarlo con parole toccanti è stato David Parenzo, giornalista e conduttore de L’aria che tira. «Dire che sono sconvolto è poco», ha dichiarato all’Adnkronos. «Non era soltanto un grande professionista, ma anche un vero amico».

«Nel nostro mestiere capita che un rapporto professionale si trasformi in un rapporto di amicizia, e con Daniele è stato proprio così», ha aggiunto il conduttore, testimoniando il legame umano che si era creato negli anni di collaborazione. Un cordoglio che riflette il sentimento diffuso in tutta la redazione e nel mondo dell’informazione.

Una carriera tra grandi eventi e inchieste

Nato a Savona e cresciuto a Torino, Compatangelo aveva vissuto anche a Roma prima di trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti, dove aveva costruito gran parte della propria carriera. In oltre venticinque anni di attività aveva collaborato con numerose testate, tra cui Sky e Il Secolo XIX, affiancando al lavoro di cronista anche incarichi nella comunicazione istituzionale.

Nel corso della sua attività aveva seguito otto edizioni dei Giochi Olimpici, da Sydney 2000 fino a Londra 2012. Tra i riconoscimenti ottenuti figura la menzione d’onore assegnata nel 2011 ai Southern California Journalism Awards per il documentario investigativo “The Los Angeles Breakdown”. I suoi reportage erano stati trasmessi da diverse emittenti, tra cui Rai, Mediaset e la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

L’impegno negli Stati Uniti

Al momento della scomparsa, Compatangelo ricopriva l’incarico di presidente della White House Foreign Correspondents’ Association, l’associazione che riunisce i corrispondenti impegnati a seguire l’attività della Casa Bianca e della politica federale statunitense. Un ruolo di prestigio, a conferma della reputazione costruita oltreoceano.

La sua morte interrompe il percorso di un giornalista che aveva sviluppato gran parte della propria esperienza negli Stati Uniti, mantenendo però un costante legame con l’informazione italiana attraverso reportage, documentari e corrispondenze dedicate alla politica americana. Un legame che ora la sua comunità professionale piange, stringendosi attorno al ricordo di un collega e amico.