Il caro carburanti torna a preoccupare famiglie e imprese. Negli ultimi giorni i prezzi di benzina e diesel hanno registrato nuovi rialzi, con alcuni distributori che hanno superato i 2,6 euro al litro. Una situazione che sta spingendo il Governo a valutare possibili interventi per contenere il costo dei rifornimenti e limitare gli effetti sull’economia.
Prezzi record a Milano e in autostrada

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Secondo le ultime rilevazioni, a Milano alcuni impianti hanno raggiunto quota 2,635 euro al litro per la benzina, mentre lungo diversi tratti autostradali i prezzi continuano a salire sia per la benzina sia per il gasolio. L’aumento è legato alle tensioni internazionali e all’andamento delle quotazioni del petrolio, che hanno inciso sul costo dei prodotti raffinati.
Le associazioni dei consumatori denunciano inoltre il cosiddetto “effetto piuma e piombo”: gli aumenti del petrolio si riflettono rapidamente sui prezzi alla pompa, mentre gli eventuali ribassi arrivano con tempi molto più lunghi.
Il governo studia un nuovo intervento
Di fronte alla crescita dei prezzi, il Governo starebbe valutando un nuovo intervento sulle accise. Tra le ipotesi c’è il ricorso alle cosiddette “accise mobili”, un meccanismo che consente di ridurre temporaneamente l’imposta sui carburanti utilizzando parte del maggiore gettito IVA generato proprio dall’aumento del prezzo del petrolio.
Secondo le indiscrezioni, il tema potrebbe approdare già al primo Consiglio dei ministri di agosto. Tuttavia restano da individuare le risorse necessarie e, almeno per il momento, non sarebbero previsti bonus specifici per pendolari o nuovi sostegni alle famiglie.
Quanto pesano i rincari
Gli aumenti stanno incidendo in modo significativo sui bilanci degli automobilisti. Le stime delle associazioni dei consumatori indicano che, tra luglio e agosto, gli italiani potrebbero spendere circa 1,9 miliardi di euro in più per i rifornimenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il gasolio registra gli incrementi più marcati, con un prezzo superiore di oltre il 30% rispetto all’estate precedente, mentre anche la benzina continua a segnare aumenti a doppia cifra su base annua.
Il rischio per l’economia
Il caro carburanti non riguarda soltanto chi utilizza l’auto. Prezzi elevati di benzina e diesel possono infatti tradursi in costi maggiori per il trasporto delle merci, con possibili ripercussioni sui prezzi di beni e servizi. Secondo le stime riportate, i rincari rischiano di alimentare una nuova pressione inflazionistica, incidendo anche sulle attività produttive e commerciali.
Nelle prossime settimane sarà il Governo a decidere se intervenire con nuove misure fiscali, mentre automobilisti e imprese continuano a fare i conti con uno dei periodi più costosi degli ultimi anni per fare rifornimento.