sabato, Luglio 25

Omicidio Luca Esposito, chi è Ridha Rahmouni: il 26enne fermato era destinatario di un ordine di rimpatrio

Proseguono le indagini sull’omicidio del giornalista Luigi “Luca” Esposito, il 53enne trovato senza vita nelle campagne di Eboli. Nelle ultime ore gli investigatori hanno fermato Ridha Rahmouni, cittadino tunisino di 26 anni, ritenuto gravemente indiziato del delitto. Con il passare delle ore stanno emergendo nuovi particolari sul suo profilo e sul percorso investigativo che ha portato al fermo.

Chi è Ridha Rahmouni

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane risultava destinatario di un provvedimento di rimpatrio che non era stato eseguito. Inoltre, era già noto alle forze dell’ordine e sarebbe stato censito nelle banche dati anche con un’altra identità, utilizzando in passato l’alias “Ahmed“.

Le verifiche hanno ricostruito anche il suo percorso amministrativo: era stato identificato nel 2023 al centro di permanenza di Lampedusa e successivamente dalla Questura di Savona. Nel dicembre 2024 la Questura di Salerno gli aveva negato il permesso di soggiorno. Sempre secondo gli accertamenti, sotto un’altra identità risultava coinvolto anche in una denuncia per occupazione abusiva di un’abitazione nel Salernitano.

Le tracce che hanno portato al fermo

Il 26enne è stato rintracciato dai carabinieri all’interno di un casolare dove si era nascosto. Al momento del fermo aveva con sé il telefono cellulare e una carta di pagamento appartenenti a Luca Esposito, elementi che hanno contribuito a rafforzare il quadro investigativo.

Fondamentali, secondo gli investigatori, sono stati anche un’impronta digitale trovata sull’auto della vittima e gli accertamenti effettuati sulle celle telefoniche agganciate dai dispositivi mobili. Questi elementi avrebbero consentito di restringere rapidamente il campo fino all’individuazione del sospettato.

L’inchiesta prosegue

Ridha Rahmouni si trova ora detenuto nel carcere di Fuorni. Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero è stato necessario l’intervento di un interprete, poiché il giovane parlerebbe solo in minima parte la lingua italiana.

L’udienza di convalida del fermo è prevista per lunedì. Nel frattempo la Procura continua a lavorare per ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio, chiarire il movente e verificare ogni elemento raccolto nelle ultime ore.

Le reazioni politiche

Il fermo del presunto responsabile ha alimentato anche il dibattito politico. Il vicepremier Matteo Salvini, attraverso un messaggio pubblicato sui social, ha ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto e ha sostenuto che, in caso di condanna definitiva, il 26enne dovrebbe scontare la pena nel proprio Paese d’origine. Il leader della Lega ha inoltre rilanciato la proposta di rafforzare la presenza di militari e forze dell’ordine sul territorio come misura per aumentare la sicurezza.

L’inchiesta resta comunque nella fase delle indagini preliminari e saranno gli ulteriori accertamenti della magistratura a definire nel dettaglio responsabilità, movente e dinamica dei fatti.