giovedì, Luglio 30

Dj Lele morto a 52 anni: trovato senza vita in casa ad Ancona, il ricordo commosso della scena musicale

La musica marchigiana è in lutto. Daniele Grilli, conosciuto da tutti come Dj Lele, è morto a soli 52 anni. A trovarlo senza vita nella sua abitazione di Ancona è stata la sorella, in una giornata che nessuno di chi lo conosceva dimenticherà.

La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenti amici, colleghi e le tantissime persone che negli anni avevano imparato ad apprezzarlo dietro la consolle. Un dolore che ha attraversato l’intera scena musicale regionale, dove il suo nome rappresentava molto più di quello di un semplice dj.

Un pioniere della scena marchigiana

Dj Lele morto a 52 anni: trovato senza vita in casa ad Ancona, il ricordo commosso della scena musicale

Dj Lele era stato tra i primi nelle Marche a proporre un modo nuovo di vivere e diffondere la musica. In un’epoca in cui il ruolo del dj era ancora tutto da definire, lui aveva contribuito a costruirne l’identità, diventando uno dei protagonisti riconosciuti della scena regionale.

In tanti, jesini e non solo, lo avevano ascoltato nei locali e nelle serate che hanno segnato il suo lungo percorso artistico. Un percorso che non si era mai davvero interrotto: soltanto un mese fa era tornato alla consolle dello chalet dei Giardini pubblici per la serata “Afro Summer” allo sBARello.

Proprio da lì arriva uno dei ricordi più intensi. A parlare è Matteo, titolare dello chalet: «Una notizia devastante, ci conoscevamo dal lontano 1986». Quasi quarant’anni di amicizia, riassunti in poche parole cariche di affetto.

“Aveva la magia di far ballare tutti”

Il ritratto che emerge dalle testimonianze è quello di una persona solare. «Allegro, positivo, spontaneo e diretto ma soprattutto magico – prosegue Matteo – sì perché lui aveva la magia di far ballare tutti».

È una qualità che chi frequenta il mondo delle serate riconosce immediatamente: la capacità di leggere una pista, di capire quale traccia far partire nel momento giusto. Un talento che non si impara sui manuali e che aveva reso Dj Lele un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati.

Il legame con Dj Zava: “Era come un fratello”

Parole di grande commozione arrivano dall’amico Francesco Zavarella, in arte Dj Zava, con il quale Lele aveva ripreso a condividere serate e progetti dopo un periodo di pausa. «Era come un fratello», racconta.

«Si era rimesso in gioco con me dopo un periodo lontano dalla musica e avevamo formato una bella squadra, un duo fatto di musica, passione e divertimento. La musica per lui era tutto».

Un ritorno che aveva il sapore di una rinascita. «È stato un grande dj, un pioniere e uno dei protagonisti della storia della musica nella nostra regione – aggiunge Zava – Aveva suonato anche alla Mecca ed era conosciuto e benvoluto da tutti. La cosa più bella è stata vederlo rinascere attraverso l’amore per la musica e per il suo pubblico».

Il regalo che racconta tutto

Dietro l’artista c’era l’uomo. E il rapporto tra i due amici era fatto anche di quotidianità: «Avevamo un rapporto vero, fatto di telefonate, battute e scherzi. Proprio l’altra sera ci eravamo sentiti e avevamo riso insieme».

C’è poi un dettaglio che, più di ogni altro, restituisce la misura della persona. «Era una persona di grande umanità e umiltà. Un giorno mi regalò i suoi vinili: un gesto semplice ma profondo, che racconta meglio di ogni parola la persona generosa che era».

Per un dj, i vinili non sono oggetti qualsiasi: sono la propria storia, la memoria di anni di ricerca e di serate. Regalarli significa consegnare una parte di sé. «Oggi sento che mi manca un pezzo di me», conclude Zava. Una frase che, in questi giorni, sembra riassumere il sentimento di un’intera comunità.