Una violenta e improvvisa ondata di maltempo ha spezzato la lunga fase di caldo intenso, portando con sé fenomeni estremi, danni ingenti e un vero e proprio shock termico sul territorio.
Forti temporali hanno colpito diverse zone del Piemonte nel primo pomeriggio, causando nubifragi, grandine, raffiche di vento lineari — i cosiddetti downburst — e un’intensa attività elettrica, con danni diffusi.
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Un’estesa linea temporalesca si è formata sulle aree alpine piemontesi per poi estendersi rapidamente fino in pianura, cogliendo di sorpresa numerose località.
I dati della pioggia caduta
Tra i dati pluviometrici più significativi registrati finora spiccano i 24 millimetri di San Martino Chisone e i 20 millimetri di Angrogna.
Seguono i 19 millimetri di Alto Sermenza, i 17 di Pinerolo, i 14 di Fobello e Formazza, i 13 di Luserna San Giovanni, Alagna e Premia, e i 12 di Cumiana e Talucco. Quantitativi che, concentrati in tempi brevissimi, hanno reso critica la gestione del deflusso delle acque in diverse aree.
Il crollo termico: oltre 15 gradi in poche decine di minuti
È però il dato termico a colpire più di ogni altro. Al passaggio dei temporali, le temperature sono precipitate nell’arco di poche decine di minuti sul Piemonte occidentale.
Si è passati dai +34/35°C registrati alle ore 13 ai +19/21°C delle 14:20. Un abbassamento repentino di oltre quindici gradi, accompagnato da correnti d’aria devastanti lungo tutte le direttrici pedemontane.
Fenomeni di questo tipo sono tipici delle fasi di rottura violenta dell’anticiclone: l’aria fredda in quota irrompe su una massa d’aria surriscaldata, generando moti verticali estremamente energici. Il risultato, a terra, sono proprio le raffiche lineari che nelle ultime ore hanno provocato i danni maggiori.
Alberi abbattuti e interventi d’emergenza
Le violente raffiche e le scariche elettriche hanno impegnato senza sosta le squadre d’emergenza, costrette a fronteggiare una serie continua di chiamate per la messa in sicurezza delle aree urbane.
Il vento ha raggiunto i 70-80 km/h, provocando la caduta di alberi in diverse località. È accaduto a Volvera e a Viù, entrambe nel Torinese: in quest’ultima le piante abbattute hanno causato anche disagi alla viabilità.
Il fulmine sull’albero secolare a Ciriè
L’episodio più impressionante si è verificato a Ciriè, sempre in provincia di Torino. Un fulmine si è abbattuto su un albero secolare all’interno del Parco di Villa Remmert.
Cadendo al suolo, la pianta ha colpito la struttura di un centro anziani, causando ingenti danni strutturali. Fortunatamente, al momento non si segnalano feriti.
Allerta alta nel Torinese e nel Canavese
L’allerta resta altissima su tutta la provincia torinese e nelle zone del Canavese, dove il bilancio dei disagi continua ad aggiornarsi di ora in ora.
A Ivrea i Vigili del Fuoco sono intervenuti per un albero caduto nei pressi del liceo Gramsci, che ha danneggiato un’auto in sosta. Altri interventi per piante abbattute dal vento sono stati segnalati nella zona di San Carlo Canavese.
La situazione è costantemente monitorata dai tecnici della Protezione civile, impegnati a liberare le sedi stradali dai detriti e a verificare la stabilità delle piante rese pericolanti dalla furia della tempesta.
Il consiglio, nelle prossime ore, resta quello di prestare la massima attenzione negli spostamenti, soprattutto nelle aree alberate e lungo le strade secondarie, dove la caduta di rami e detriti può rappresentare un rischio anche a fenomeni ormai esauriti.