venerdì, Luglio 31

Genova, tenta lo scippo a Sampierdarena e rischia il linciaggio: arrestato 31enne, scoppia il caso politico – VIDEO

Un tentato scippo finito nel modo peggiore, con una folla inferocita, uno spray urticante e un arresto movimentato. È quanto accaduto a Sampierdarena, quartiere di Genova, in piazza Montano, dove un uomo ha provato a rubare la borsa e una catenina a una donna.

L’episodio, ripreso in un video che ha rapidamente fatto il giro dei social, ha innescato nelle ore successive un acceso dibattito politico sulla sicurezza urbana, con posizioni molto distanti tra loro.

Cosa è successo in piazza Montano

Secondo quanto ricostruito, un uomo di nazionalità algerina di 31 anni avrebbe tentato di sottrarre borsa e collanina a una donna sudamericana. Il primo a intervenire è stato il marito della vittima, che ha chiesto la restituzione della refurtiva.

A quel punto la situazione è precipitata. Stando al comunicato della Polizia di Stato, il trentunenne avrebbe rifiutato la richiesta ed estratto dalle tasche uno spray urticante, colpendo l’uomo.

La reazione è stata immediata: un gruppo di uomini ecuadoriani, connazionali della coppia, si è accorto della scena ed è intervenuto in difesa del marito. Secondo quanto riportato dai media locali, tra cui Genova 24, anche lo stesso ladro sarebbe stato colpito dal proprio spray, come si intuisce dalle immagini circolate in rete.

Il rischio del linciaggio

Da lì è degenerato tutto. Il gruppo avrebbe aggredito il presunto scippatore, e nella concitazione ci sarebbe stato anche il lancio di oggetti pesanti, come alcune transenne presenti in zona.

La dinamica precisa non è ancora del tutto chiarita. A dare l’allarme è stato il proprietario di un negozio che affaccia sulla piazza, il quale ha chiamato il 112 vedendo la rissa svilupparsi proprio davanti alla sua attività.

L’arresto e il trasporto in ospedale

Quando gli agenti sono arrivati sul posto, il trentunenne ha tentato di resistere all’arresto. Lo hanno trovato in stato di forte agitazione, anche per via del linciaggio sfiorato, e ancora in possesso dello spray urticante.

Avrebbe provato ad aggredire anche i poliziotti, ma è stato contenuto e arrestato sul posto. Per il sospetto di una possibile ingestione di parte della refurtiva — nello specifico la collanina — è stato quindi trasportato al pronto soccorso del Galliera per una lastra di controllo.

Anche in ospedale, però, la situazione non si è calmata: avrebbe opposto resistenza al personale medico e tentato di danneggiare l’apparecchiatura. È stato così condotto presso la casa circondariale di Marassi, in attesa del rito di convalida.

Pd e Lega concordi: “Servono presidi fissi”

Il caso ha avuto immediate ripercussioni politiche. E, cosa piuttosto rara, ha prodotto una convergenza tra forze opposte.

Pd e Lega hanno infatti trovato un punto in comune sulla necessità di maggiore sicurezza per il quartiere di Sampierdarena. Entrambi chiedono un presidio fisso della polizia nelle zone più critiche e un rafforzamento dei controlli. A lanciare la proposta è stato il consigliere della Lega Davide Rossi.

Sulla stessa linea il Partito Democratico che, con una nota stampa, ha commentato quanto avvenuto in piazza Montano chiedendo presidi mobili della polizia locale nelle aree più a rischio, l’installazione di telecamere e maggiori controlli sul territorio.

L’intervento di Vannacci e la polemica

Di tenore diverso l’intervento di Roberto Vannacci. A differenza di Pd e Lega, che hanno indicato soluzioni legate al presidio del territorio, l’europarlamentare ha rilanciato lo slogan del suo partito: “Remigrazione”.

Su Facebook, ripubblicando il video dell’aggressione, ha scritto che un “nordafricano” avrebbe scippato una signora e che in questa occasione «gli è andata male». Nel post punta poi il dito contro l’amministrazione della sindaca Silvia Salis, indicata come colei che avrebbe «sospeso la procedura di dotazione del taser per la polizia locale» e che «predica l’inclusione». Infine la chiosa polemica sui costi: «In molti, tutti di sinistra, dicono che sia impossibile perché, secondo loro, ci costa troppo. Chissà perché i vari ragionieri non fanno i conti di quanto ci costa tenerceli».

Parole che hanno acceso ulteriormente il dibattito, spostando il confronto dal piano della cronaca locale a quello, ben più ampio, dello scontro politico nazionale sull’immigrazione e sulla sicurezza urbana.