Erano circa le sei e trenta del mattino quando quella che doveva essere una domenica come tante si è trasformata in un incubo. In Avenue Louise, nel cuore di Bruxelles, a pochissima distanza dalla nota discoteca Bloody Louis, un giovane calciatore professionista è stato accerchiato all’interno della propria vettura da un commando di cinque uomini incappucciati.
L’azione è stata rapida e violentissima. Tre malviventi lo hanno trascinato fuori dall’abitacolo immobilizzandolo con una presa al collo, mentre gli altri due perquisivano l’auto per portare via ogni oggetto di valore.
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Nonostante la corporatura atletica, la giovane punta non ha avuto alcuna possibilità di reagire: la superiorità numerica e la furia dell’attacco hanno reso impossibile qualsiasi tentativo di difesa.
Il bottino della banda

Il colpo ai danni di Mohammed Fuseini ha fruttato ai rapinatori una refurtiva consistente. Nell’elenco figurano un orologio Rolex Datejust dal valore stimato superiore ai diecimila euro, due iPhone, il portafoglio e diversi altri effetti personali.
Un bottino che lascia intendere come l’aggressione non sia stata casuale, ma probabilmente mirata verso una vittima ritenuta interessante dal punto di vista degli oggetti indossati.
Il video che ha svoltato le indagini
La svolta è arrivata grazie a un dettaglio decisivo: un compagno di squadra dell’atleta ghanese è riuscito a filmare l’intera scena a distanza.
Quelle immagini si sono rivelate fondamentali per gli inquirenti, permettendo l’identificazione rapida e il successivo arresto di un ragazzo di 23 anni, trovato ancora in possesso di parte della refurtiva.
Il sospettato, fino a quel momento incensurato, si trova ora in carcere preventivo con l’accusa di rapina violenta in banda organizzata. Le ricerche proseguono per risalire agli altri quattro complici, ancora a piede libero.
Non un caso isolato
C’è un elemento che rende la vicenda ancora più inquietante. La Procura cittadina ha infatti confermato che nella stessa mattinata si sono verificati altri due episodi analoghi, ai danni di persone che stavano rientrando alle proprie automobili.
Un dato che suggerisce l’azione organizzata di un gruppo che avrebbe battuto la stessa zona nelle ore dell’alba, quando il centro si svuota e chi esce dai locali notturni diventa un bersaglio più esposto.
Le condizioni del calciatore
Fortunatamente il bilancio fisico è stato contenuto. Fuseini ha riportato soltanto lesioni lievi a seguito del placcaggio e della presa al collo subita.
Dopo essere stato accompagnato in ospedale per le verifiche di rito, l’attaccante ha potuto fare rientro a casa ed è tornato ad allenarsi con la squadra già nei giorni immediatamente successivi all’accaduto.
La Royale Union Saint-Gilloise ha diramato un comunicato ufficiale esprimendo profonda vicinanza al proprio tesserato, definendo le immagini dell’aggressione particolarmente sconvolgenti e ringraziando la polizia per la rapidità con cui è intervenuta nell’individuare il primo dei responsabili.
Chi è Mohammed Fuseini
Nato nel 2002 e cresciuto calcisticamente in Ghana all’interno della celebre Right to Dream Academy, Fuseini ha iniziato il proprio percorso europeo nel 2022, quando è stato ingaggiato dagli austriaci dello Sturm Graz.
Con il club austriaco ha conquistato il titolo nazionale nella stagione 2023/24, prima di una parentesi in prestito al Randers, in Danimarca, dove ha messo insieme sedici presenze e nove reti.
Nell’estate del 2024 il trasferimento a titolo definitivo in Belgio, con un contratto fino al 2028.
I successi con la maglia belga
Con l’Union Saint-Gilloise il bilancio parla da solo: quattordici gol in settantadue apparizioni, ma soprattutto un ruolo determinante in due traguardi storici per il club.
Il primo è la vittoria della Coppa del Belgio contro l’Anderlecht, partita nella quale ha firmato una rete proprio in finale. Il secondo è ancora più significativo: il ritorno al successo in campionato dopo ottantanove anni di attesa.
Dal 2025 fa inoltre parte della nazionale del Ghana, con cui conta due presenze e una rete realizzata nella sfida contro Trinidad e Tobago.
Una carriera in ascesa, insomma, che l’aggressione di domenica mattina ha soltanto interrotto per pochi giorni. Ma che lascia aperta una riflessione più ampia sulla sicurezza urbana nelle ore notturne, in una delle vie più centrali e frequentate della capitale belga.