martedì, Agosto 4

Lago di Vico, perché è stato così difficile ritrovare il corpo di Luigi Cavallari

Si sono concluse nel modo più doloroso le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella.

Il corpo dell’84enne è stato ritrovato nella mattinata di oggi nelle acque del Lago di Vico, dove risultava disperso dal 27 giugno dopo essere finito in acqua durante un’uscita in barca insieme alla moglie.

Il ritrovamento è stato effettuato dai sommozzatori impegnati nelle operazioni, ponendo fine a oltre un mese di ricerche ininterrotte. La salma sarà ora sottoposta agli accertamenti previsti dall’autorità giudiziaria per confermare ufficialmente l’identità e chiarire le cause del decesso.

Oltre un mese di ricerche senza sosta

Lago di Vico all'alba con una piccola imbarcazione e mezzi di soccorso, a illustrare le ricerche di Giuseppe Cavallari, marito della ministra Roccella

Le operazioni sono proseguite per settimane nell’area di Punta del Lago, tra i comuni di Ronciglione e Caprarola.

Sul posto hanno lavorato Vigili del Fuoco, sommozzatori specializzati, Carabinieri del Nucleo Subacquei, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, impiegando mezzi e tecnologie avanzate per scandagliare il fondale.

Un dispiegamento imponente, che non si è mai interrotto nonostante le enormi difficoltà operative incontrate sul campo.

Perché è stato così difficile

La complessità delle ricerche è stata determinata soprattutto dalle caratteristiche particolari del Lago di Vico. Il fondale raggiunge una profondità di circa 50 metri ed è caratterizzato, nei primi 8-9 metri, da una fitta vegetazione acquatica che rende estremamente difficile individuare persone od oggetti sommersi.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la quasi totale assenza di visibilità sott’acqua. Oltre la fascia di vegetazione, infatti, il fondale è composto da un substrato limo-argilloso che al minimo movimento solleva una grande quantità di sedimenti, creando una sospensione che impedisce ai sommozzatori di vedere anche a brevissima distanza.

Il ruolo decisivo della tecnologia

Proprio per queste condizioni non è stato possibile affidarsi esclusivamente alle immersioni.

I soccorritori hanno utilizzato anche sonar a scansione laterale, strumenti capaci di mappare il fondale attraverso onde acustiche e di individuare anomalie anche in totale assenza di visibilità.

È stata soltanto la combinazione tra tecnologia e immersioni specialistiche a consentire, dopo oltre un mese, di localizzare il corpo.

Le ipotesi sulle cause

Le cause della morte saranno chiarite dagli accertamenti medico-legali e dall’eventuale autopsia.

Al momento, tra le ipotesi prese in considerazione figura quella di un possibile shock termico subito dopo l’ingresso nelle acque del lago. Saranno però soltanto gli esami disposti dalla magistratura a stabilire con certezza cosa sia accaduto.

Il legame con Ronciglione

La salma resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria prima della restituzione ai familiari.

Successivamente Luigi Cavallari sarà sepolto nel cimitero di Ronciglione, comune del Viterbese al quale lui e la famiglia Roccella erano legati da tempo.

Si chiude una lunga attesa

La scomparsa del professore universitario aveva suscitato grande apprensione fin dai primi momenti, dando il via a un’imponente macchina dei soccorsi.

Il ritrovamento mette fine a settimane di ricerche e restituisce ai familiari la possibilità di dare l’ultimo saluto, mentre gli investigatori proseguiranno gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Resta, sullo sfondo, un tema che ogni estate torna a presentarsi: quello dei rischi legati ai tuffi nelle acque interne, dove le temperature possono differire in modo netto da quelle superficiali e sorprendere anche i nuotatori più esperti.