lunedì, Agosto 17

È morta Rossella Diaco, storica voce di Rai Isoradio: aveva 65 anni

È morta Rossella Diaco, conduttrice di Rai Isoradio. Aveva 65 anni e si è spenta nella mattinata di lunedì 17 agosto dopo una malattia. Ad annunciarlo è stata la figlia Federica con un messaggio sui social; la Rai ha poi diffuso un comunicato ufficiale di cordoglio.

Aveva alle spalle oltre quarant’anni ai microfoni, quasi tutti trascorsi sulle reti che il servizio pubblico dedica a chi ascolta la radio per necessità più che per svago.

Da Toronto alla Rai

Era nata a Toronto, in Canada, dove il padre si era trasferito. Fu lui, insieme all’ascolto di Renzo Arbore, a trasmetterle la passione per la radio che avrebbe poi definito tutta la sua vita professionale.

Aveva cominciato nelle radio private, la palestra di quasi tutta la sua generazione, per poi entrare in Rai nel 1983, passando per Radio Uno e Stereo Uno.

Le reti di servizio

È qui che la sua carriera assume una fisionomia precisa. Dal 1998 al 2011 ha lavorato a Rai International, la rete che parlava agli italiani all’estero e che per intere comunità di emigrati era l’unico filo quotidiano con il Paese d’origine — una destinazione professionale non casuale, per chi era nata a Toronto da una famiglia partita dall’Italia.

È poi passata al Cciss, il Centro di coordinamento delle informazioni sulla sicurezza stradale, e dal 2020 a Isoradio, il canale che da oltre trent’anni accompagna chi viaggia in autostrada con informazioni sul traffico, musica e voce umana.

Sono le radio che non compaiono nelle classifiche di ascolto e che nessuno cita nei dibattiti sul servizio pubblico. Sono anche quelle che parlano a chi è lontano da casa, a chi guida di notte, a chi è solo in macchina per ore. Diaco ci ha passato quarant’anni.

Il messaggio di luglio

L’ultima traccia pubblica risale al 27 luglio, quando sulla sua pagina Facebook si era rivolta agli amici per spiegare il proprio silenzio. Raccontava di trovarsi in ospedale, di terapie che non avevano dato i risultati sperati e di forze che diminuivano.

Non chiamava la malattia con il suo nome: usava una perifrasi. E chiudeva ringraziando chi le stava vicino, con una frase che oggi in tanti stanno ricondividendo: “il vostro affetto si sente”.

Il cordoglio della Rai

Nel comunicato diffuso in giornata l’azienda l’ha descritta come una professionista che si è sempre dedicata con passione al lavoro sui canali di pubblica utilità, sottolineando come anche nella fase più difficile della malattia avesse mantenuto la determinazione che i colleghi le riconoscevano da anni. La Rai ha espresso vicinanza alla famiglia, in particolare alla figlia.

Nelle ore successive all’annuncio si sono moltiplicati i messaggi di colleghi, ascoltatori e автomobilisti che nel corso degli anni l’avevano sentita accompagnare i propri viaggi.

I funerali

Le esequie si terranno mercoledì mattina alle 10:30 a Roma, nella parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, in via del Cenacolo 43, nella zona della Storta.

Resta la voce, che è poi l’unica cosa che una carriera radiofonica lascia davvero: nessuna immagine, nessun volto riconosciuto per strada, ma migliaia di persone che per anni, in autostrada o dall’altra parte del mondo, hanno avuto qualcuno che parlava loro.