Elena Sozzi ha rassegnato le dimissioni da assessora alla Cultura del Comune di Firenzuola, nel Mugello. La decisione è stata formalizzata con una lettera datata 14 agosto. Sozzi mantiene il seggio in Consiglio comunale, dove resta come consigliera.
All’origine, secondo la sua ricostruzione, uno scontro nato attorno alla vicenda degli spettacoli teatrali al cimitero militare germanico della Futa.
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Il punto della rottura

Il nodo, stando a quanto scrive Sozzi, non è il merito della posizione assunta dall’amministrazione, ma il metodo con cui è stata assunta.
Sul caso della Futa il sindaco e la maggioranza consiliare avevano diffuso una nota. L’assessora sostiene di non essere stata informata né coinvolta nella sua stesura, pur avendo la delega alla Cultura, cioè la materia direttamente interessata.
Nella lettera riferisce anche le risposte ricevute quando ha sollevato la questione: le sarebbe stato detto che si trattava di un suo problema, e che su alcuni temi non era in sintonia con la maggioranza. Sono virgolettati contenuti nella lettera di dimissioni e riportati dall’ex assessora: non risulta al momento una replica del sindaco o dei gruppi di maggioranza.
Non solo la Futa
Sozzi precisa che quello del cimitero non è stato un episodio isolato, ma l’ultimo di una serie.
Cita in particolare la scelta relativa al cambiamento del servizio di trasporto scolastico, sulla quale aveva manifestato dissenso, pur portando avanti la decisione — scrive — «per onore di maggioranza» e adempiendo agli obblighi legati al proprio ruolo. È il classico caso in cui un amministratore esegue una linea che non condivide: una situazione fisiologica, fino a quando non si somma ad altro.
Le motivazioni
Nel testo la decisione è definita «sofferta» e viene esplicitamente distinta dalla volontà di sottrarsi alle responsabilità istituzionali.
La formula centrale è quella con cui Sozzi constata che non vi siano più «le condizioni politiche, di fiducia e condivisione necessarie», e che senza di esse non può più svolgere il proprio ruolo con la «serenità, la coerenza e l’autonomia» che ritiene indispensabili.
Nel commiato esprime rammarico per l’interruzione di un percorso che avrebbe voluto portare a termine, in particolare per le iniziative già avviate e le progettualità pensate per la comunità. Ringrazia gli uffici comunali e le persone con cui ha lavorato, chiudendo con una riga sul fatto che tutto questo le mancherà.
Cosa succede adesso
Le dimissioni da assessore in un Comune sono efficaci dal momento in cui vengono presentate al sindaco, che non deve accettarle né sottoporle al Consiglio: la giunta è nominata dal primo cittadino e da lui può essere modificata.
Spetterà quindi al sindaco decidere se assumere direttamente la delega alla Cultura, se assegnarla a un altro componente della giunta o se procedere a una nuova nomina. Sozzi, restando in Consiglio comunale, continuerà a sedere in aula: da consigliera di maggioranza, salvo diverse determinazioni del gruppo.
Il contesto
Sullo sfondo resta la questione che ha innescato la rottura. Il Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’ente che per conto del governo tedesco gestisce i cimiteri di guerra, ha deciso di interrompere le rappresentazioni teatrali che da oltre vent’anni si tenevano al sacrario della Futa, dove riposano oltre trentamila caduti.
Il Comune di Firenzuola ha depositato una mozione per chiedere di rivalutare la scelta, e sul tema si è mossa anche la Regione Toscana. È una vicenda che, a differenza di questa crisi di giunta, riguarda un patrimonio culturale di rilievo ben oltre i confini del Mugello.