Si va verso una nuova proroga dello sconto delle accise sui carburanti. È questo, secondo quanto apprende l’Adnkronos, lo scenario che si profila allo scadere — domani a mezzanotte — dell’ultima estensione del taglio da 17,1 centesimi sul gasolio.
Per il decreto contenente le misure selettive contro il caro energia, invece, bisognerà attendere anche gli esiti del confronto con l’Unione Europea, possibilmente entro fine mese.
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La richiesta di scostamento all’Ue

Domani dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri la lettera con la quale il governo formalizza alla Commissione Ue la richiesta di scostamento del deficit.
Le voci sono due: le spese per la difesa, pari allo 0,9% del Pil (21,7 miliardi fino al 2028), e quelle per l’energia, pari allo 0,6% del Pil (14,4 miliardi, dei quali 7,2 spendibili in un solo anno). Il totale è di 36,1 miliardi entro il 2028.
Il decreto e le tappe parlamentari
Sul Dl accise — che contiene disposizioni anche per l’ex Ilva — non è ancora stata trovata una sintesi definitiva. Il testo verrà esaminato in aula alla Camera a partire dal 14 settembre.
L’obiettivo dichiarato è reperire le risorse entro fine mese, così da evitare nuove proroghe della riduzione generalizzata delle accise che, per loro natura, avvantaggiano anche i redditi più elevati.
L’ipotesi del bonus tra i fringe benefit
Tra le soluzioni allo studio c’è quella di un bonus contro i rincari collocato tra le voci dei fringe benefit rimborsati dal datore di lavoro ai dipendenti.
Sono in corso simulazioni sui costi e sulla definizione della soglia di reddito per l’accesso alla misura. Un lavoro analogo riguarda il progetto di estendere l’intervento anche alle partite Iva più esposte alle oscillazioni dei prezzi.
Il nodo delle coperture
Il problema principale resta, come sempre, quello delle risorse. Se si volesse sfruttare il margine di scostamento nel quadro della flessibilità concessa dall’Ue, bisognerebbe concepire misure non legate ai combustibili fossili.
Questo significherebbe interventi non collegati direttamente al costo del carburante, ma eventualmente orientati alla bolletta elettrica.
Il ruolo decisivo di Bruxelles
In questo quadro il negoziato con la Commissione assume un peso determinante. Bruxelles ha già concesso un via libera “politico” nel corso dell’estate, al termine di una trattativa descritta come particolarmente serrata.
L’Unione mantiene però un’attenzione puntuale sul dettaglio degli interventi, che dovranno essere destinati alla sicurezza e all’efficientamento energetico.
Nelle prossime giornate si capirà quindi se l’esecutivo riuscirà a strutturare misure mirate entro i tempi previsti o se sarà necessaria un’ulteriore estensione dello sconto generalizzato, con le implicazioni di bilancio che ne conseguono.