Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha espresso una dura presa di posizione nel corso del suo intervento a Campobasso, criticando le ultime modifiche relative alla legge elettorale.
Al centro della contestazione c’è in particolare la nuova disciplina che regola la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste per le formazioni politiche minori.
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L’appello al Presidente della Repubblica

Secondo l’ex presidente del Consiglio, la misura adottata rappresenterebbe un espediente pensato per tutelare le forze politiche già presenti in Parlamento, creando un ostacolo per i nuovi progetti politici.
Di fronte a questo scenario, Conte si è rivolto direttamente al Capo dello Stato Sergio Mattarella, sollecitandone un intervento per arrestare la promulgazione di quella che ha definito «una norma vergognosa» e lesiva delle dinamiche democratiche.
Cosa contesta nel merito
Parlando con i giornalisti a margine dell’evento in Molise, il leader M5S ha sostenuto che la nuova regolamentazione finirebbe per favorire unicamente i partiti già radicati.
La norma sulla raccolta firme, impostata secondo criteri che definisce particolarmente stringenti, rischierebbe secondo la sua lettura di ridurre la pluralità della rappresentanza, ostacolando la nascita di forze emergenti.
Il parallelo storico
Nel suo intervento Conte ha voluto tracciare un paragone con il passato, sostenendo che se norme di questo tipo fossero state in vigore anni fa, figure come Emma Bonino e altri esponenti del movimento radicale non avrebbero potuto accedere al Parlamento per portare avanti le proprie battaglie.
Un riferimento che assume particolare risonanza a poche ore dalla scomparsa della storica esponente radicale.
L’attacco sul piano economico
Parallelamente alla questione delle regole elettorali, le dichiarazioni si sono concentrate sulla distanza che, a giudizio dell’ex premier, separerebbe l’agenda governativa dalle difficoltà quotidiane dei cittadini.
Tra i temi indicati: la crescita dei costi dell’energia, il rincaro dei carburanti e un aumento generale del costo della vita che erode il potere d’acquisto. A questo si aggiunge, secondo la sua ricostruzione, l’aggravio derivante dall’innalzamento dei tassi sui mutui.
Il nodo delle preferenze
Nel quadro della contestazione rientra anche la questione dell’introduzione delle preferenze per gli elettori, indicata dall’opposizione come una promessa non mantenuta.
La creazione di requisiti più stringenti per la partecipazione di nuove liste viene letta dal Movimento 5 Stelle come una misura orientata a consolidare gli assetti esistenti.
Un confronto ancora aperto
L’appello al Quirinale rappresenta il tentativo della forza di opposizione di evitare che le nuove norme entrino in vigore nella formulazione attuale.
Va ricordato che si tratta di valutazioni espresse da una parte politica: la maggioranza ha finora difeso l’impianto della riforma, sostenendo che risponda a esigenze di ordine e semplificazione del sistema. Il confronto parlamentare sul testo, intanto, prosegue.