sabato, Settembre 12

Ilaria Salis, pignorato il conto corrente per le spese legali: la vicenda del contenzioso con due ex collaboratori

Nuovo capitolo nel contenzioso che vede coinvolta Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, e due suoi ex collaboratori parlamentari.

Secondo quanto riferisce il Giornale, sarebbe scattato il pignoramento «presso terzi» del conto corrente dell’europarlamentare per il mancato pagamento delle spese legali. La somma indicata sarebbe di circa 7mila euro.

Da dove nasce la vicenda

All’origine c’è il licenziamento, nel febbraio 2025, di due assistenti parlamentari: Valentina Dadda e François Gelmetti.

I due hanno fatto causa alla loro ex datrice di lavoro contestando l’interruzione del rapporto. Il Tribunale del lavoro di Milano, in primo grado, ha riconosciuto loro un risarcimento complessivo di circa 300mila euro: 153mila a Gelmetti e 147.900 a Dadda.

La versione della difesa

Salis ha impugnato la decisione. Secondo la sua ricostruzione, il rapporto con i due collaboratori si sarebbe deteriorato e vi sarebbero state inadempienze tali da giustificare l’interruzione.

L’eurodeputata ha inoltre sostenuto di non essere stata informata tempestivamente del procedimento e di non aver quindi potuto difendersi adeguatamente nel primo grado di giudizio.

I ricorsi respinti ad agosto

Nel frattempo la vicenda è proseguita sul piano dell’esecuzione della sentenza. Prima dell’estate sarebbero stati presentati due distinti ricorsi per impedire l’esecuzione e bloccare gli atti di precetto notificati dagli ex collaboratori.

Le udienze si sono tenute ad agosto e, secondo la ricostruzione del quotidiano, entrambe le richieste sarebbero state respinte, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali.

Come si è arrivati al pignoramento

È proprio il mancato pagamento di queste spese, sostiene la fonte, ad aver fatto scattare la procedura. I legali dei due ex assistenti avrebbero quindi chiesto di aggredire le somme depositate sul conto corrente.

Si tratta, va sottolineato, di una cifra molto inferiore rispetto ai circa 300mila euro oggetto della causa principale.

Il risarcimento resta sospeso

Il pagamento del risarcimento vero e proprio resta infatti sospeso in attesa della decisione sull’appello.

La prossima udienza è prevista per il mese di ottobre: sarà quella sede a stabilire se la decisione di primo grado verrà confermata, modificata o ribaltata.

Allo stato attuale, dunque, nessuna valutazione può considerarsi definitiva: la vicenda resta pienamente aperta sul piano giudiziario, e le posizioni delle parti verranno esaminate nel merito nel corso del secondo grado di giudizio.