Si svolgono oggi, martedì 15 settembre, alle 12.30 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, i funerali di Stato di Emma Bonino, storica attivista e leader radicale morta l’11 settembre all’età di 78 anni.
Le esequie si terranno in forma laica, con una commemorazione ufficiale. Ma come funzionano esattamente i funerali di Stato e a chi spettano?
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Cosa prevede la legge
Questi riti sono disciplinati dalla legge numero 36 del 7 febbraio 1987, che stabilisce a chi spettano d’obbligo e a quali condizioni possono essere concessi.
La norma individua cinque cariche istituzionali per le quali le esequie ufficiali si tengono sempre, anche se la morte avviene dopo la fine del mandato: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio e Presidente della Corte costituzionale.
Lo stesso automatismo vale per ministri e ministre, ma con una differenza rilevante: per loro si applica soltanto se muoiono mentre sono ancora in carica.
La possibilità di rinunciare

Le regole contemplano naturalmente l’ipotesi che la persona scomparsa o la famiglia optino per un rito privato.
È accaduto con Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica tra il 1985 e il 1992, che lasciò scritto di non volere funerali di Stato.
Gli altri casi previsti
Oltre alle cariche indicate, la cerimonia può essere celebrata anche per altre personalità — italiane o straniere — che abbiano reso particolari servizi alla patria o dato lustro all’Italia «nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, del lavoro, dell’economia, dello sport e di attività sociali».
In questi casi deve deliberarlo il Consiglio dei Ministri, con successivo decreto del Presidente del Consiglio o della Repubblica. In passato è avvenuto per figure come Mike Bongiorno e la poetessa Alda Merini.
La stessa possibilità è prevista per chi muore nell’adempimento del proprio dovere, come gli appartenenti alle forze dell’ordine, o in conseguenza di atti di terrorismo.
Perché in questo caso è servita una decisione
Nel caso di Emma Bonino, essere stata ministra — degli Esteri e per le Politiche europee — e commissaria europea non dava automaticamente diritto alle esequie ufficiali.
La cerimonia è stata quindi disposta attraverso un atto discrezionale del governo, che ha inteso riconoscerne il ruolo storico e politico.
Chi sostiene le spese
I funerali di Stato sono a carico dell’erario pubblico e, nello specifico, della Presidenza del Consiglio, che stanzia le risorse attraverso il decreto con cui dispone la celebrazione, fissando anche un limite massimo di spesa.
Non esiste una cifra fissa valida per tutte le esequie: il tetto viene stabilito di volta in volta. Il governo si fa carico dei costi della cerimonia — feretro, allestimento della camera ardente, addobbi — oltre che del trasporto e della sepoltura.
Come si svolge il cerimoniale
Le esequie di Stato seguono un protocollo ufficiale coordinato dal Cerimoniale dello Stato della Presidenza del Consiglio.
Di norma il feretro è contornato da sei carabinieri in alta uniforme. Sono inoltre previsti gli onori militari all’ingresso e all’uscita, la presenza di un rappresentante del governo e un’orazione commemorativa ufficiale.
Per il Presidente della Repubblica e gli ex capi di Stato sono contemplati ulteriori onori, tra cui il Gran Cordone dell’Ordine al Merito portato su un cuscino di velluto nero e il trasporto a spalla da parte di ufficiali delle Forze armate.
Le differenze con lutto nazionale e funerale solenne
Il lutto nazionale non va confuso con le esequie di Stato: si tratta di un periodo proclamato dal governo per manifestare il cordoglio del Paese. Può accompagnare un funerale di Stato, ma non scatta automaticamente.
Il funerale solenne viene invece disposto quando un evento luttuoso ha colpito la «coscienza comune»: può seguire un cerimoniale ufficiale, ma non comporta automaticamente che tutte le spese siano a carico della Presidenza del Consiglio.
Per Emma Bonino, l’ultimo saluto avrà la forma di una cerimonia civile e ufficiale, coerente con il percorso personale e politico di una figura che ha attraversato mezzo secolo di storia italiana.