martedì, Settembre 15

Incidente nella laguna di Venezia, la versione del tassista indagato: «Non ho visto il barchino, ho sentito solo il colpo»

Emergono nuovi elementi sull’incidente avvenuto all’alba nella laguna di Venezia, nel quale ha perso la vita Sean Michieli, 25 anni, mentre la moglie Gabriella Querino, 26 anni, risulta tuttora dispersa.

Al centro degli accertamenti c’è la versione fornita dal tassista 38enne veneziano, unico indagato per omicidio nautico, difeso dagli avvocati Stefania Pattarello, Augusto Palese e Jacopo Molina.

Cosa ha dichiarato l’indagato

«Io lei non l’ho vista. Non ho visto il barchino in canale, ho solo sentito il colpo»

, ha riferito il conducente del taxi acqueo.

E ha proseguito ricostruendo i momenti successivi: «Mi sono fermato subito, ho guardato cos’era successo: c’era la barca che stava affondando, c’era il ragazzo ferito, e infatti ho chiamato immediatamente il 118».

Si tratta della versione fornita dalla persona sottoposta a indagine, che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici in corso.

Il punto centrale della sua ricostruzione

Secondo quanto sostenuto dall’indagato, il barchino sarebbe spuntato all’improvviso dopo l’isola di Tessera, tagliandogli la rotta.

Il conducente afferma inoltre che il proprio mezzo era completamente illuminato e di non aver scorto alcuna luce sull’altra imbarcazione. Anche questi elementi sono oggetto di verifica.

Gli accertamenti disposti

Sono stati disposti gli esami tossicologici sull’indagato, oltre all’autopsia sul corpo del giovane deceduto.

Passaggi tecnici che risulteranno determinanti per definire con precisione la dinamica e le eventuali responsabilità.

I momenti successivi all’impatto

Subito dopo lo scontro, il tassista ha spento i motori e allertato il 112. Su indicazione dell’operatore avrebbe poi affidato i propri clienti — una coppia di turisti americani — a un collega di passaggio, prima dell’arrivo dei sanitari.

La pm Daniela Moroni ascolterà nelle prossime ore i due tassisti transitati nella zona e i turisti stranieri, per ricostruire l’accaduto attraverso testimonianze dirette.

Le ricerche ancora in corso

Restano intanto senza esito le ricerche di Gabriella Querino. La procura è certa della sua presenza a bordo, circostanza confermata dal ritrovamento sul fondale della sua borsetta con i documenti personali.

Le operazioni proseguono nell’area della laguna, mentre gli inquirenti dichiarano di voler continuare a seguire ogni possibile pista.

Al momento nessuna ricostruzione può considerarsi definitiva: sarà il complesso degli accertamenti tecnici e delle testimonianze a chiarire cosa sia accaduto in quei momenti nel canale di Tessera.