martedì, Settembre 15

Drone esplosivo nei cieli della Lituania, intervengono i caccia italiani: Crosetto, “La Nato ha dato una dimostrazione”

Un drone equipaggiato con esplosivo è stato abbattuto nei cieli della Lituania da due caccia italiani Eurofighter, impegnati nella missione di sorveglianza dello spazio aereo del Paese nell’ambito della Nato. Un episodio che riaccende l’attenzione sulla sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza e sulla crescente presenza di droni nei cieli europei.

A parlare dell’intervento è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una dichiarazione registrata presso la base aerea di Siauliai, dove sono dislocati gli aerei italiani. Il ministro si trovava in Lituania nell’ambito di una missione che lo ha portato anche in Bulgaria, Polonia e Lettonia.

«Anche ieri sera, a distanza di un mese, gli aerei italiani sono intervenuti», ha spiegato Crosetto. Gli Eurofighter hanno abbattuto un drone «di cui non è ancora certa la provenienza», sottolineando come l’episodio rappresenti una dimostrazione concreta del significato della partecipazione italiana all’Alleanza atlantica.

Il riferimento del ministro è soprattutto al fianco orientale della Nato, un’area che negli ultimi mesi è diventata uno dei punti più delicati per la sicurezza europea. Secondo Crosetto, le problematiche che interessano i Paesi dell’area non possono essere considerate questioni esclusivamente nazionali, perché riguardano l’intera alleanza, Italia compresa.

Il governo lituano, ha raccontato ancora il ministro, ha ringraziato l’Italia per la presenza dei suoi militari e dei suoi piloti. Crosetto ha quindi incontrato il personale italiano presente nella base di Siauliai, definendo la visita anche un’occasione per riconoscere il lavoro svolto dagli equipaggi impegnati nella missione.

La missione del ministro nei Paesi dell’Europa centro-orientale si inserisce inoltre in un progetto politico più ampio. Crosetto ha ribadito l’obiettivo di costruire una “comunità di difesa continentale europea”, attraverso una maggiore collaborazione tra le nazioni del continente. Una strategia che, nelle intenzioni del ministro, dovrebbe contribuire anche al raggiungimento della pace attraverso una più stretta cooperazione nel settore della difesa.

Ma l’episodio del drone introduce anche un elemento particolarmente delicato. Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, il velivolo proveniva dalla Bielorussia ed è stato abbattuto nei pressi della centrale idroelettrica a pompaggio di Kruonis.

Il drone, inoltre, sarebbe stato equipaggiato con materiale esplosivo. Un dettaglio che rende l’incidente ancora più significativo e che porta inevitabilmente l’attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture e dello spazio aereo dei Paesi che si trovano lungo il confine orientale dell’Europa.

L’episodio arriva dopo altri casi che hanno coinvolto Danimarca, Lituania e Paesi Bassi, alimentando il dibattito sulla capacità di Nato e Unione europea di rispondere a episodi di questo tipo. La presenza di droni non identificati o potenzialmente ostili rappresenta infatti una delle nuove sfide con cui devono confrontarsi le forze armate europee.

La vicenda assume quindi un valore che va oltre il singolo abbattimento. Da una parte c’è l’intervento degli Eurofighter italiani e la capacità della Nato di reagire rapidamente a una possibile minaccia; dall’altra restano da chiarire origine, traiettoria e finalità del drone.

Proprio l’incertezza sulla provenienza del velivolo rappresenta uno degli elementi più delicati dell’accaduto. Nel frattempo, la missione italiana prosegue e Crosetto ha utilizzato l’episodio per ribadire il valore della cooperazione tra gli alleati: “La Nato ha dato una dimostrazione” concreta della propria capacità di intervento in uno dei territori più sensibili dello scenario europeo.