È morto nella notte a Napoli, all’età di 94 anni, Francesco Paolo Casavola, giurista di fama internazionale e presidente emerito della Corte Costituzionale. La notizia è stata diffusa dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia ricordando una figura centrale della cultura giuridica italiana del secondo Novecento.

«La comunità federiciana si raccoglie commossa intorno alla famiglia, agli allievi e ai colleghi tutti», si legge nella nota pubblicata dall’ateneo napoletano, dove Casavola ha insegnato per decenni lasciando un’impronta profonda nella formazione di generazioni di giuristi.
Una vita dedicata allo studio del diritto
Nato nel 1931, Francesco Paolo Casavola è stato uno dei massimi studiosi italiani di diritto romano e di storia del diritto, oltre che autorevole costituzionalista. La sua carriera accademica ha preso avvio all’Università di Bari, dove nel 1960 ha iniziato a insegnare istituzioni di diritto romano.

Nel 1967 il passaggio all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ateneo con il quale il suo nome resterà indissolubilmente legato. Qui, nel 1977, è diventato professore di storia del diritto romano e tra il 1983 e il 1986 ha diretto la Facoltà di Giurisprudenza, contribuendo al rafforzamento scientifico e istituzionale della scuola giuridica napoletana.
La nomina alla Corte Costituzionale
Nel 1986 Casavola è stato nominato giudice della Corte Costituzionale, entrando a far parte dell’organo di garanzia chiamato a tutelare i principi fondamentali della Costituzione italiana. La sua esperienza e autorevolezza lo hanno portato, nel novembre del 1992, a essere eletto presidente della Consulta, incarico ricoperto fino al 1995.
Durante il suo mandato, la Corte ha affrontato questioni di grande rilievo civile e istituzionale, contribuendo a definire alcuni dei cardini dell’ordinamento costituzionale italiano.
Le sentenze e il principio di laicità dello Stato
Tra le sentenze più significative maturate nel periodo della sua presidenza, spiccano quelle relative al diritto di famiglia, alle locazioni, all’ordinamento scolastico e universitario, al diritto militare, al sistema previdenziale, alle leggi elettorali e al referendum abrogativo.
In particolare, Casavola è ricordato per aver contribuito alla formulazione, per la prima volta in modo esplicito, del principio costituzionale supremo della laicità dello Stato, destinato a diventare uno dei pilastri interpretativi della giurisprudenza costituzionale italiana.
Gli incarichi istituzionali e culturali
Accanto all’attività accademica e giudiziaria, Casavola ha ricoperto numerosi incarichi di alto profilo. Dal 1996 al 1998 è stato Garante per l’editoria e la radiodiffusione, in una fase delicata per il sistema dell’informazione italiana.
Dal 1998 al 2009 ha guidato l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani come presidente, contribuendo alla valorizzazione e alla modernizzazione di una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese. Nel 2006 ha inoltre ricoperto il ruolo di presidente del Comitato nazionale per la bioetica, partecipando al dibattito su temi etici e scientifici di grande complessità.
Il ricordo del mondo accademico e istituzionale
Socio di numerose accademie e società scientifiche, Francesco Paolo Casavola lascia un’eredità intellettuale che va oltre i ruoli ricoperti. È ricordato come un maestro rigoroso, capace di coniugare la profondità dello studio storico con l’attenzione ai problemi concreti della società contemporanea.
La sua scomparsa segna la perdita di una delle figure più autorevoli del diritto italiano, il cui pensiero ha contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’equilibrio costituzionale della Repubblica.















