venerdì, Gennaio 30

Alcaraz, paura agli Australian Open: infortunio improvviso e tensione con Zverev in semifinale

La semifinale degli Australian Open 2026 tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev ha cambiato volto in pochi minuti, trasformandosi da grande sfida tecnica a caso sportivo destinato a far discutere. Sulla Rod Laver Arena è calato improvvisamente il gelo, con il pubblico incredulo davanti alle evidenti difficoltà fisiche del numero uno spagnolo.

Il momento dello shock: Alcaraz si ferma

L’episodio chiave arriva nel terzo set, sul punteggio di 5-4 Alcaraz. Dopo un allungo a rete, lo spagnolo accusa un problema improvviso alla gamba destra. Il linguaggio del corpo è immediato e preoccupante: movimenti rigidi, falcata ridotta, sguardo teso verso il proprio angolo.

Da quel momento Alcaraz appare quasi bloccato. Nei game successivi resta spesso fermo al centro del campo, rinunciando agli scambi prolungati e affidandosi a palle corte, smorzate e pallonetti per mascherare la difficoltà. Riesce comunque a tenere il servizio, ma il segnale è chiaro: qualcosa non va.

Medical timeout e tensione in campo

Pochi minuti dopo arriva la decisione inevitabile: Alcaraz chiama il fisioterapista. Il trattamento avviene in un momento delicatissimo del match, con la semifinale ancora apertissima e due set già giocati ad altissima intensità.

La situazione scatena la reazione furiosa di Zverev. Il tedesco si rivolge al supervisore con toni durissimi, sostenendo che il problema dello spagnolo sarebbe riconducibile a crampi, condizione che secondo il regolamento non consentirebbe il medical timeout.

Zverev protesta a voce alta, gesticola, accusa l’arbitro di una gestione sbilanciata e tira in ballo anche precedenti illustri, facendo riferimento a Jannik Sinner e a casi simili del passato. Il clima si fa teso, quasi elettrico, mentre il pubblico segue in silenzio.

Un Alcaraz a mezzo servizio

Alla ripresa del gioco, Carlos Alcaraz decide di continuare, ma è evidente che lo fa in condizioni precarie. Negli scambi lunghi non riesce più a spingere, evita gli spostamenti laterali e rischia colpi ad alto coefficiente di errore pur di accorciare i punti.

Nonostante tutto, lo spagnolo resiste fino al 6-6, trascinando il set al tie break con una combinazione di coraggio e istinto. Ma proprio nel momento decisivo, Zverev sfrutta la situazione: mini-break, pressione costante e chiusura con un ace che vale il set.

Dal dominio al ribaltamento

La svolta appare ancora più drammatica se si guarda all’andamento iniziale del match. Alcaraz aveva conquistato il primo set 6-4, mostrando solidità al servizio e maggiore aggressività negli scambi.

Il secondo set, durissimo ed equilibrato, si era risolto al tie break in favore dello spagnolo, che dopo quasi due ore di gioco si era portato avanti due set a zero, dando l’impressione di avere il controllo della semifinale.

Nel terzo parziale, però, tutto cambia. Zverev alza il ritmo, aumenta la pressione e approfitta anche del caldo australiano e della fatica accumulata da Alcaraz in un torneo estremamente dispendioso dal punto di vista atletico.

Dubbi e interrogativi

Le immagini parlano chiaro: Alcaraz fatica a spingere sulla gamba destra, resta spesso immobile dopo il servizio e rinuncia a inseguire alcune palle. Un atteggiamento combattivo ma rischioso, che solleva interrogativi pesanti sulle sue reali condizioni fisiche.

Ora l’attenzione è tutta rivolta a lui. La semifinale prosegue tra polemiche, trattamenti medici e nervi tesi, mentre resta da capire se lo spagnolo riuscirà a portare a termine l’incontro o se l’infortunio finirà per decidere una sfida Slam che, fino a pochi minuti prima, sembrava saldamente nelle sue mani.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.