Il caso Garlasco entra in una nuova fase densa di tensione. Il 30 aprile 2026, Andrea Sempio — oggi unico indagato dalla Procura di Pavia nell’ambito delle più recenti verifiche sull’omicidio di Chiara Poggi — ha reagito con fermezza alla notifica di comparizione e all’ipotesi di movente in essa contenuta. Attraverso la sua legale, l’avvocata Angela Taccia, il 38enne ha rotto il silenzio con parole nette: il movente sessuale ipotizzato dagli inquirenti è definito “assurdo”, e la sua estraneità ai fatti viene ribadita con forza.
“Assurdo il movente sessuale — non frequentavo Chiara Poggi”

L’avvocata Taccia ha riportato la reazione del suo assistito con precisione: “Andrea Sempio non riesce a capacitarsi anche di questo movente sessuale e ripete: ‘ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale'”.
Una dichiarazione che punta dritta al cuore dell’ipotesi investigativa della Procura. Se Sempio non aveva frequentazioni con Chiara Poggi — nemmeno a livello di conoscenza ordinaria — come potrebbe essersi sviluppato un movente di natura sessuale? È la domanda che la difesa pone apertamente, e che intende portare al centro del dibattimento.
I contatti praticamente inesistenti: “Quando andava in casa, Chiara era al lavoro”
A rafforzare la posizione di Sempio, l’avvocata ha aggiunto un dettaglio preciso sulla natura dei rapporti tra il suo assistito e la vittima: “Non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare”. Una ricostruzione che, se confermata, renderebbe ancora più difficile sostenere l’esistenza di un movente legato a dinamiche relazionali tra i due.