È un attacco diretto, senza mezzi termini, quello che Fanpage.it lancia contro Giorgia Meloni con un editoriale firmato dal direttore Francesco Cancellato. Il titolo è già tutto un programma: “Giorgia Meloni è stata sostituita da una sosia, non c’è altra spiegazione”. E la tesi sviluppata nell’articolo è altrettanto netta: la premier ha cambiato posizione su tutto — Trump, Israele, Flotilla, Patto di stabilità — e la ragione non è una folgorazione sulla via di Damasco. Sono i sondaggi. È la paura di perdere le elezioni.
L’esperimento mentale di Fanpage: tornate dopo un anno e non riconoscete il governo

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Cancellato costruisce il suo attacco partendo da un esperimento mentale: immaginate di tornare dopo un anno di vacanza dall’attualità e di leggere in un solo giorno che il governo italiano ha condannato Israele per l’assalto alla Flotilla, ha chiesto all’Ue di sospendere il Patto di stabilità e ha litigato con Trump al punto che il presidente americano ha minacciato di ritirare le truppe dall’Italia.
La conclusione naturale, scrive Fanpage, sarebbe che c’è stato un cambio di governo. Che Meloni, Salvini e Tajani sono finiti all’opposizione. Invece no: è sempre lo stesso esecutivo. Solo con posizioni esattamente opposte a quelle di dodici mesi fa.
Le tre giravolte che Fanpage mette sul banco degli imputati
Il giornale elenca tre capovolgimenti precisi. Il primo riguarda Israele e la Flotilla: il governo che oggi condanna l’assalto alle navi umanitarie in acque internazionali è lo stesso che fino a pochi mesi fa irrideva la missione, difendeva Netanyahu, sosteneva che la Flotilla rischiasse di “compromettere la pace” e si era rifiutato di pagare il biglietto di ritorno ai militanti e ai parlamentari rapiti da Israele.
Il secondo riguarda il Patto di stabilità: lo stesso esecutivo che oggi chiede di abolirlo o sospenderlo è quello che lo ha firmato due anni fa con una nota che lodava le “regole meno rigide”, i “meccanismi innovativi” e l’approccio “migliorativo rispetto al passato”.
Il terzo riguarda Trump: il governo che oggi litiga con il presidente americano — al punto che Trump ha minacciato di ritirare le truppe dall’Italia — è lo stesso che al vertice NATO dell’Aja si era impegnato ad aumentare le spese militari fino al 5% del PIL e che aveva sostenuto Trump dal primo giorno su dazi, migranti e attacchi militari a Paesi terzi. Guerre che Meloni aveva definito “difensive”.
La spiegazione: pessimi sondaggi e paura delle elezioni
Qual è la ragione di questa trasformazione? Fanpage non lascia spazio a interpretazioni romantiche. Sei elettori su dieci non considerano più Israele e gli USA come alleati. Non ci sono soldi per una legge di bilancio elettorale perché il governo ha sbagliato i conti. Il centrosinistra è avanti nei sondaggi, anche con Vannacci dentro la coalizione di destra.
La conclusione del direttore di Fanpage è lapidaria: “Non ci sono sosia, replicanti, magie o folgorazioni sulla via di Damasco. Meloni sta provando tutte le carte possibili per non andare a casa alle prossime elezioni. Arrivando persino a fare finta di essere all’opposizione di se stessa”. E chiude con una citazione che funziona da atto d’accusa: “Solo gli stupidi non cambiano mai idea. A meno che non si tratti di perdere la poltrona”.