Una vicenda destinata a lasciare il segno quella avvenuta lungo la tratta tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti. Un bambino di 11 anni è stato fatto scendere da un autobus di linea perché sprovvisto del biglietto maggiorato introdotto in vista delle Olimpiadi invernali. Da lì, una camminata forzata di diversi chilometri tra neve e temperature rigide, con conseguenze fisiche e psicologiche che hanno portato alla sospensione e alla denuncia dell’autista.
L’episodio e la decisione dell’autista
I fatti risalgono a pochi giorni fa. Il ragazzino stava tornando a casa dopo la scuola, come fa abitualmente, utilizzando una linea di trasporto pubblico che collega i piccoli centri della zona. Al momento del controllo, il conducente ha rilevato che il minore non era in possesso del titolo di viaggio richiesto dalla nuova tariffazione speciale, entrata in vigore il 23 gennaio.
Il bambino aveva con sé più biglietti ordinari da 2,50 euro, regolarmente acquistati dalla famiglia. Tuttavia, secondo quanto ricostruito, l’autista avrebbe ritenuto quei titoli non validi per la corsa e avrebbe quindi imposto al minore di scendere dal mezzo, lasciandolo solo lungo la strada.
Chilometri a piedi sotto neve e gelo

Una volta sceso dall’autobus, l’undicenne ha dovuto proseguire a piedi per chilometri, in un tratto montano caratterizzato da neve, freddo intenso e scarsa illuminazione. Al suo rientro a casa, le condizioni del bambino hanno destato forte preoccupazione.
Secondo quanto riferito dall’avvocata della famiglia, il minore era quasi in ipotermia, con labbra violacee e forte affaticamento. Una situazione che ha spinto i genitori a rivolgersi immediatamente alle autorità.
Autista sospeso e denuncia in Procura
La società di trasporto ha confermato che l’autista è stato sospeso in via prudenziale e che è stata avviata una verifica interna. Parallelamente, la famiglia ha presentato una denuncia formale in Procura, depositata il giorno successivo ai fatti.


















