Conte ha quindi rivendicato le proprie scelte di governo, respingendo le accuse su obbligo vaccinale e Green Pass: «L’obbligo vaccinale e il Green Pass sono stati introdotti dal governo Draghi, non da me».
Applausi finali e giro tra gli stand
Nonostante le contestazioni iniziali, l’intervento si è chiuso con un applauso finale. Subito dopo, Conte ha lasciato il palco per il consueto giro tra gli stand di Atreju, fermandosi a scattare foto e a salutare anche alcuni militanti di Fratelli d’Italia.
Leggi anche:Retroscena politico, Renzi avrebbe spinto Vannacci fuori dalla Lega: il caso agita il centrodestra
Leggi anche:Convention di Futuro Nazionale, è polemica per il “camerati” dal palco
Leggi anche:Conte attacca Meloni: “Beniamina dell’establishment, il governo dura grazie ai poteri forti”
Un gesto che ha stemperato parzialmente il clima, ma che non ha cancellato le divisioni emerse sul palco.
Apertura al Pd, ma solo sui programmi
Nel corso dell’intervista, Conte ha ribadito la linea del Movimento in vista delle prossime elezioni politiche: «Siamo disponibili a dialogare con il Pd e con le altre forze progressiste».
Ma ha posto una condizione chiara: «Se verrà fuori un’alleanza dipenderà solo dai programmi. Prima il programma, il candidato verrà dopo».
Un messaggio che conferma la strategia del M5S: dialogo aperto, ma senza rinunciare alle proprie battaglie identitarie su etica pubblica, legalità e giustizia sociale.