Il bambino è stato costretto a camminare per oltre sei chilometri, sotto la neve e con temperature sottozero, lungo la statale Alemagna. Una scena che ha scatenato indignazione nazionale.
La retromarcia dopo le proteste
Solo dopo l’esplosione del caso, è arrivata la correzione: dal 31 gennaio è stato ripristinato il biglietto a tariffa ordinaria per i residenti pendolari. Studenti e lavoratori potranno tornare a usare i vecchi ticket, senza obbligo di app o pagamento elettronico.
Durante i controlli sarà sufficiente esibire un documento per attestare la residenza. Una decisione che conferma come la misura iniziale fosse stata introdotta senza valutare l’impatto concreto sulla vita quotidiana delle persone.
Le scuse dell’autista e l’inchiesta
Nel frattempo è arrivato anche il mea culpa dell’autista del bus, sospeso dal servizio, che ha chiesto scusa alla famiglia. “Ho sbagliato, mi fa male il cuore”, ha dichiarato, spiegando di aver seguito le disposizioni aziendali e di non aver ricevuto indicazioni specifiche sui minori.
Sulla vicenda è stata presentata una querela con l’ipotesi di abbandono di minore, mentre la società di trasporto ha avviato verifiche interne per ricostruire l’accaduto.
Un simbolo che divide
L’invito alla cerimonia d’apertura trasforma il bambino in un simbolo. Per alcuni è un gesto di attenzione e risarcimento morale, per altri un’operazione di immagine tardiva, arrivata solo dopo una figuraccia che ha messo in luce le contraddizioni delle Olimpiadi Milano-Cortina.
Resta il dato politico e sociale: senza le proteste, nulla sarebbe cambiato.













