giovedì, Agosto 20

Maria Rosaria Boccia scaricata da Ranucci: “Falso che stiamo scrivendo un libro insieme”

«Nessuno controlla, prima di dare la notizia, che Maria Rosaria Boccia sta scrivendo un libro con me: falso, ma pur di attaccarmi ci si trincera dietro la scusa che non si verificano le dichiarazioni di una intervistata». Con queste parole Sigfrido Ranucci scarica in pochi secondi colei che di lui aveva detto testualmente: «Rasenta la perfezione».

Una smentita netta, arrivata a stretto giro dopo giorni di dichiarazioni della donna sul presunto progetto editoriale condiviso, e che cambia bruscamente il tono di una vicenda fino a quel momento raccontata in termini ben diversi.

Le parole di Boccia al Corriere della Sera

Maria Rosaria Boccia torna sul rapporto con Ranucci: “Amicizia e stima reciproca”

Eppure Maria Rosaria Boccia, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva spiegato con sicurezza: «Confermo che il libro esiste, il progetto è concreto e in uno stato avanzato. Preferisco però non anticiparne contenuti, struttura ed editore perché alcune notizie meritano di essere date quando sono mature e non consumate attraverso indiscrezioni».

Un annuncio che sembrava aprire a un progetto editoriale a doppia firma, ma che ora, alla luce della secca smentita di Ranucci, appare destinato a non concretizzarsi mai.

Un’amicizia reale ma ridimensionata

Il rapporto tra i due, comunque, non sarebbe del tutto inventato. L’amicizia tra Boccia e Ranucci risulterebbe reale, anche se il giornalista, sentito dal Comitato etico della Rai, avrebbe dichiarato di conoscerla solo superficialmente. Una versione che secondo alcune ricostruzioni sarebbe smentita da numerosi scambi di messaggi tra i due.

Il legame tra Boccia e Ranucci nasce dalla nota inchiesta condotta contro l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, messo alla gogna proprio dalla stessa Maria Rosaria Boccia. La donna, in un’intervista al Messaggero, aveva raccontato di aver incontrato il giornalista «diverse volte, a Roma, a Pompei e anche in Rai», specificando di aver parlato con lui, come accade normalmente tra persone che si conoscono, di questioni personali, di attualità e delle rispettive vicende giudiziarie e mediatiche.

Un progetto naufragato prima di partire

Il presunto progetto editoriale, dunque, sembra essersi arenato ancora prima di prendere davvero forma. Una vicenda che si intreccia anche con le polemiche politiche di questi giorni attorno alla figura di Ranucci.

Sul tema è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi, con un commento particolarmente duro: «Francamente, un po’ di pudore non guasterebbe. Sigfrido Ranucci arriva in Trentino e, proprio nei giorni in cui stanno emergendo fatti clamorosi sull’attentato che ha subito, cosa fa? Torna sul palco a raccontarsi come il giornalista perseguitato, vittima di un attacco vergognoso alla libertà di stampa».

La parlamentare ha proseguito criticando anche l’accostamento, seppur indiretto, a figure storiche della lotta alla mafia: «Come se nulla fosse accaduto. Come se non fosse vergognoso essersi anche solo indirettamente paragonato a Falcone e Borsellino o almeno inquietante essere un carissimo amico della millantatrice Maria Rosaria Boccia».

Un caso destinato a proseguire

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito che da settimane accompagna la figura di Ranucci, tra le polemiche sull’attentato subito e i rapporti personali finiti sotto la lente del Comitato etico Rai. Con la smentita del libro, il caso sembra ora destinato ad aggiungere un nuovo capitolo a una storia che continua a far discutere.