venerdì, Luglio 31

Bufera ai Mondiali 2026, arbitro VAR accusato di gesto suprematista durante Germania-Curaçao

Una polemica inattesa ha accompagnato una delle prime partite dei Mondiali 2026. Durante la sfida tra Germania e Curaçao, disputata a Houston, alcuni spettatori hanno notato un gesto compiuto da uno degli ufficiali VAR mostrati brevemente in diretta televisiva prima del calcio d’inizio.

Le immagini hanno iniziato a circolare rapidamente sui social network, dando origine a un acceso dibattito che nel giro di poche ore ha coinvolto tifosi, commentatori e utenti di diversi Paesi.

Cosa è successo prima della partita

La regia internazionale aveva inquadrato il team VAR incaricato di seguire l’incontro dal centro operativo FIFA di Dallas. Seduti davanti ai monitor erano presenti il video referee Hamza El Fario e l’assistente Nicolas Gallo, mentre alle loro spalle compariva il supervisore australiano Shaun Evans.

Secondo quanto osservato da numerosi utenti online, Evans avrebbe mostrato per alcuni secondi un gesto della mano in cui pollice e indice formano un cerchio mentre le altre dita restano distese. L’inquadratura è durata pochi istanti, ma è bastata per alimentare interpretazioni e discussioni.

Le accuse sui social

Dopo la diffusione delle immagini, diversi utenti hanno sostenuto che il gesto potesse richiamare simboli utilizzati in alcuni ambienti estremisti e suprematisti. Numerosi post pubblicati su X hanno chiesto chiarimenti alla FIFA e alle autorità calcistiche internazionali.

Altri utenti hanno invece invitato alla prudenza, sottolineando che il significato del gesto non può essere automaticamente associato a una precisa intenzione politica o ideologica.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali di Evans che spieghino il motivo del gesto mostrato in diretta.

Il simbolo e le diverse interpretazioni

La questione nasce dal fatto che il segno osservato in televisione può avere significati molto differenti a seconda del contesto. Tradizionalmente è noto in gran parte del mondo come il classico gesto che indica “ok” o approvazione.

Negli ultimi anni, tuttavia, organizzazioni che monitorano l’estremismo hanno segnalato come una versione dello stesso gesto sia stata talvolta utilizzata anche da gruppi suprematisti e dell’estrema destra per comunicare messaggi ideologici.

Allo stesso tempo, il simbolo è frequentemente utilizzato anche nel cosiddetto “circle game”, uno scherzo diffuso soprattutto tra giovani e sportivi, privo di significati politici.

La FIFA sotto osservazione

La vicenda arriva in un periodo in cui la FIFA mantiene particolare attenzione a ogni episodio che possa essere interpretato come discriminatorio durante le competizioni internazionali.

Proprio per questo motivo molti utenti hanno chiesto una verifica dell’accaduto e un eventuale chiarimento ufficiale. Al momento, tuttavia, non risultano provvedimenti né comunicazioni pubbliche da parte della federazione internazionale.

Resta quindi aperto il dibattito sull’episodio. Senza ulteriori elementi o spiegazioni ufficiali, non è possibile stabilire quale fosse l’intenzione dell’ufficiale australiano. Quello che è certo è che pochi secondi di diretta sono bastati per trasformare una normale inquadratura prepartita in uno degli argomenti più discussi dei Mondiali 2026.