venerdì, Luglio 31

Ceuta, almeno 18 migranti morti al confine tra Spagna e Marocco: scontro diplomatico tra Roma e Madrid – VIDEO

Sono almeno 18 i migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta, l’enclave spagnola al confine con il Marocco, diventata nelle ultime ore il teatro di una nuova ondata migratoria di dimensioni senza precedenti.

Migliaia di persone hanno provato ad attraversare la frontiera sia via mare che via terra, dando luogo a violenti scontri con le forze dell’ordine. La situazione è degenerata a tal punto che la Spagna ha deciso di schierare anche unità militari a supporto della polizia.

Una crisi che, nel giro di poche ore, ha assunto anche una precisa dimensione politica, con un duro scambio di accuse tra Italia e Spagna sulla gestione dell’immigrazione irregolare.

Cosa è successo durante la notte

Secondo quanto riferito dall’emittente pubblica TVE, nella notte tra 2.000 e 3.000 migranti sarebbero riusciti ad attraversare il confine ed entrare in territorio spagnolo.

I video diffusi dall’agenzia Reuters mostrano centinaia di persone che raggiungono Ceuta a nuoto o a bordo di gommoni, mentre altre sfondano un cancello di frontiera e corrono verso la città. Nella vicina località marocchina di Fnideq, le autorità hanno tentato di fermare il flusso utilizzando cannoni ad acqua.

Le testimonianze raccolte restituiscono la determinazione di chi ha tentato l’attraversamento. «È stata dura. La polizia ha cercato di fermarci. Ma la nostra volontà e determinazione ci hanno permesso di arrivare fin qui», ha raccontato il migrante Jadid Zacaria. Alcuni, una volta entrati nell’enclave, hanno gridato «Viva la Spagna».

Il bilancio e gli scontri

Il bilancio provvisorio parla di almeno 18 vittime. Migliaia di giovani si sono invece rifugiati sulle colline attorno a Ceuta, da dove sono partiti lanci di pietre contro le forze di polizia.

Non si tratta purtroppo di un episodio isolato: le autorità locali avevano già registrato decine di vittime lungo questa rotta migratoria negli ultimi mesi, a conferma di quanto il confine tra Marocco e Spagna resti uno dei punti più pericolosi di accesso all’Europa.

Tensioni si sono registrate anche a Melilla, l’altra enclave spagnola in Nord Africa, dove le immagini diffuse dai media locali e da organizzazioni per i diritti umani documentano scontri al valico di Beni Ansar.

Perché Ceuta è un punto così strategico

Per capire la portata di quanto accaduto occorre ricordare un dato geografico decisivo: Ceuta e Melilla sono le uniche città dell’Unione europea ad avere un confine terrestre con il continente africano. Da anni rappresentano quindi uno dei principali punti di pressione migratoria verso l’Europa.

Negli ultimi mesi il governo del premier Pedro Sánchez ha avviato un programma per la regolarizzazione di circa 500mila migranti senza documenti, misura che ha acceso un forte dibattito politico interno.

Secondo i partiti di opposizione l’iniziativa avrebbe generato un effetto attrattivo, favorendo l’aumento dei tentativi di ingresso. Il governo spagnolo respinge questa lettura e attribuisce invece l’ondata migratoria allo sfruttamento dei flussi da parte di organizzazioni criminali.

A complicare il quadro, una recente sentenza della Corte Suprema spagnola ha stabilito che i migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla non possono essere respinti automaticamente sulla base del regime speciale previsto per le due enclave.

Meloni: “Pronti a valutare la sospensione di Schengen”

La crisi ha rapidamente prodotto una forte tensione diplomatica tra Roma e Madrid. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha dichiarato di essere pronta a valutare la sospensione di Schengen nei confronti della Spagna.

«Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei», ha scritto la premier sui social. Sulla stessa linea si è collocato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La reazione della Spagna

La replica di Madrid non si è fatta attendere. Il ministero degli Esteri spagnolo ha convocato per protesta l’ambasciatore italiano, mentre il capo della diplomazia José Manuel Albares ha usato un termine durissimo.

«Questo messaggio del ministro degli Esteri di un Paese amico e partner, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica, è indegno», ha affermato Albares.

L’arrivo in giornata del premier Pedro Sánchez a Ceuta è destinato a segnare un nuovo passaggio in una crisi che riporta al centro del dibattito europeo due questioni tutt’altro che risolte: il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e il livello reale di cooperazione tra gli Stati membri.