sabato, Gennaio 31

Caso Ruggi, svolta definitiva dopo oltre un anno: i resti nella torre sono di Daniela

Si chiude con una svolta definitiva la lunga e dolorosa vicenda della scomparsa di Daniela Ruggi, la 32enne sparita nel settembre 2024 dall’Appennino modenese. I resti umani rinvenuti il 1° gennaio scorso all’interno di una torre diroccata sono stati ufficialmente identificati come appartenenti alla donna grazie agli esami del Dna.

Le analisi genetiche, effettuate confrontando i campioni con materiale biologico prelevato da oggetti personali e dalla madre, hanno messo fine a oltre un anno di incertezze, restituendo un’identità a quei resti e una risposta attesa, seppur drammatica, alla famiglia.

Il ritrovamento nella torre abbandonata

La scoperta risale al giorno di Capodanno, quando due escursionisti si sono imbattuti nei resti all’interno di una struttura antica e isolata nei pressi di Vitriola di Montefiorino, sull’Appennino in provincia di Modena. L’area è stata immediatamente posta sotto sequestro per consentire rilievi accurati e accertamenti tecnici approfonditi.

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Lo stato di avanzata decomposizione ha reso particolarmente complesso il lavoro degli specialisti, allungando i tempi necessari per arrivare a una conferma ufficiale.

La scomparsa e le ricerche senza risposte

Daniela Ruggi era scomparsa il 19 settembre 2024. Avvistata per l’ultima volta il giorno precedente, aveva fatto perdere improvvisamente ogni traccia di sé. Il telefono risultava spento e, nonostante la denuncia e le ricerche avviate immediatamente, non emerse alcun elemento utile.

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