A raccogliere per primo la segnalazione è stato il consigliere capitolino Antonio De Santis, esponente di Azione, che ha immediatamente denunciato l’episodio pubblicamente. “Indipendentemente dal sì o dal no, questa è davvero una vergogna”, ha commentato — una presa di posizione che si distingue per onestà, perché non trasforma il caso in arma partigiana ma condanna il metodo a prescindere dal contenuto politico.
Il sospetto che si è diffuso è quello di un tentativo di propaganda mascherata, capace di aggirare il silenzio elettorale e il divieto di fare campagna elettorale nei seggi, usando i muri di una scuola pubblica come veicolo. Chi ha scritto quei fogli? Per ora nessuno li ha rivendicati. E a guardare la grafia, come osservano i testimoni, non sembrano scritti da bambini di sei anni.
La direttrice scolastica: “Non sapevo nulla — li rimuoviamo domattina alle 7:30”
La direttrice dell’istituto comprensivo Gianicolo, Benedetta Ruscica, ha appreso la notizia ieri sera mentre si trovava fuori città. Si è subito attivata, contattando i suoi collaboratori e dando disposizioni precise: “Al momento non si sa chi abbia messo quei fogli — ha spiegato la professoressa — Comunque ho dato disposizioni e domani mattina alle 7:30 verranno immediatamente rimossi, poi cercheremo di capire che cosa è successo.”
L’episodio arriva nel momento di maggiore tensione dell’intera campagna referendaria, con entrambi i fronti impegnati negli ultimi appelli prima del silenzio elettorale. La normativa italiana vieta qualsiasi forma di propaganda nei luoghi dove si vota nelle ore immediatamente precedenti e durante il voto. L’apposizione di cartelli con messaggi interpretabili come politici nei locali scolastici destinati a diventare seggi rientra in una zona grigia che le autorità competenti potrebbero essere chiamate a valutare — anche se i fogli saranno rimossi prima dell’apertura dei seggi. Chi li ha scritti, e con quale intento, resta per ora senza risposta.



















