domenica, Giugno 21

Caos arbitri, Rocchi indagato per frode sportiva: arriva un’importante smentita

L’inchiesta aperta dalla Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano continua a far discutere e nelle ultime ore ha assunto contorni ancora più delicati. Al centro del fascicolo compare il nome di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e Serie B, raggiunto da un avviso di garanzia con l’ipotesi di concorso in frode sportiva.

Insieme a lui risulta indagato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, mentre gli inquirenti stanno cercando di capire se alcune designazioni arbitrali possano essere state influenzate in modo irregolare in partite considerate sensibili.

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Le partite finite sotto osservazione

Secondo le prime ricostruzioni investigative, sotto la lente della magistratura sarebbero finite alcune gare della scorsa stagione che avrebbero sollevato dubbi interni sul sistema delle designazioni.

Tra le partite citate nelle indiscrezioni figurano:

  • Udinese-Parma
  • Inter-Verona
  • Inter-Roma
  • Bologna-Inter

Il punto centrale dell’indagine riguarda la presunta gestione delle nomine arbitrali e il sospetto che alcuni direttori di gara possano essere stati scelti secondo criteri non del tutto regolari.

La smentita che cambia il quadro

Nelle ultime ore però è arrivata una precisazione considerata molto importante.

Fonti vicine alla Procura avrebbero chiarito che:

  • gli indagati appartengono solo al mondo arbitrale;
  • nessun club risulta formalmente coinvolto;
  • nessun dirigente sportivo sarebbe iscritto nel registro degli indagati;
  • l’Inter non risulta coinvolta nell’indagine.

Una precisazione che ridimensiona immediatamente le ipotesi circolate nelle ore precedenti, quando qualcuno aveva già parlato di uno scenario persino più grave di Calciopoli.

Perché l’Inter viene tirata in ballo

Il nome del club nerazzurro era emerso perché diverse partite analizzate dagli inquirenti riguarderebbero proprio incontri disputati dalla squadra milanese.

Ma essere presenti nelle gare esaminate non significa automaticamente essere coinvolti.

Gli investigatori, almeno in questa fase, starebbero concentrando l’attenzione esclusivamente su:

  • designazioni arbitrali;
  • gestione del VAR;
  • rapporti interni all’AIA;
  • eventuali pressioni nel sistema arbitrale.

Per ora quindi il filone resta circoscritto all’ambiente arbitrale.

L’autosospensione di Rocchi

Nel frattempo Rocchi avrebbe deciso di autosospendersi temporaneamente in attesa di chiarire la propria posizione davanti ai magistrati.

Dal suo entourage filtra una linea precisa:

  • massima collaborazione con gli inquirenti;
  • volontà di chiarire ogni aspetto;
  • difesa della correttezza del proprio operato.

In via provvisoria la gestione sarebbe stata affidata a un designatore ad interim per garantire continuità al campionato.

Cosa può succedere adesso

Il punto decisivo sarà capire se la Procura federale della FIGC deciderà di acquisire gli atti dell’indagine penale.

Se ciò accadesse potrebbero aprirsi due livelli distinti: La magistratura ordinaria dovrà stabilire se esistano elementi per sostenere l’accusa di frode sportiva.

Fronte sportivo

La giustizia sportiva potrebbe valutare:

  • squalifiche;
  • sospensioni;
  • provvedimenti disciplinari interni;
  • eventuali responsabilità federali.

Al momento però non esistono elementi ufficiali per ipotizzare sanzioni contro società di Serie A.

Perché il caso fa così rumore

Il motivo è semplice: ogni volta che si parla di arbitri e presunte irregolarità nel calcio italiano, il riferimento immediato torna a Calciopoli. La differenza, almeno per ora, è che l’inchiesta sembra concentrarsi su possibili dinamiche interne al sistema arbitrale senza prove di un coinvolgimento diretto dei club.

Ed è proprio la smentita sul nome dell’Inter ad aver cambiato il tono di una vicenda che rischiava di trasformarsi in un nuovo terremoto nazionale.

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