lunedì, Giugno 29

Sondaggi SWG, cala Fratelli d’Italia ma resta primo: Futuro Nazionale fa boom

Movimenti millimetrici, ma dal peso politico tutt’altro che trascurabile. L’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto SWG per il telegiornale di La7, diffuso lunedì 29 giugno 2026, fotografa un quadro di sostanziale stabilità in cui spiccano però tre segnali precisi: il lieve arretramento di Fratelli d’Italia, il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega e la crescita inarrestabile di chi non si esprime.

Sondaggi politici oggi: la tabella completa SWG-La7

Ecco le intenzioni di voto rilevate da SWG per La7 il 29 giugno 2026, con le variazioni rispetto alla rilevazione del 22 giugno:

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Partito29 giugno 2026Variazione
Fratelli d’Italia27,3%-0,4%
Partito Democratico21,8%invariato
Movimento 5 Stelle13,3%+0,1%
Forza Italia7,2%-0,2%
Alleanza Verdi e Sinistra6,4%-0,2%
Futuro Nazionale5,6%+0,3%
Lega5,4%invariato
Azione3,5%-0,2%
Italia Viva2,4%-0,1%
+Europa1,5%-0,1%
Noi Moderati1,2%+0,2%
Sud chiama Nord1,0%invariato
Avanti PSI1,0%invariato

Fratelli d’Italia primo partito, ma in flessione

Fratelli d’Italia resta saldamente in vetta alle preferenze degli italiani, attestandosi al 27,3%. Il partito della premier Giorgia Meloni registra però una flessione dello 0,4% rispetto a sette giorni prima. Un arretramento che arriva al termine di una settimana politicamente intensa, segnata dal botta e risposta a distanza con il presidente statunitense Donald Trump e dalle polemiche che ne sono seguite.

Distacco invariato sul resto del podio. Il Partito Democratico di Elly Schlein si conferma primo sfidante e si consolida al 21,8%, un dato perfettamente identico alla rilevazione precedente. Al terzo posto il Movimento 5 Stelle che, nonostante le tensioni legate agli attacchi a Giuseppe Conte sulla commissione Covid, guadagna un decimo di punto salendo al 13,3%.

Il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega

È nella parte centrale della classifica che si consuma il dato più rilevante in chiave di equilibri interni alla maggioranza. Futuro Nazionale cresce dello 0,3% e raggiunge il 5,6%, scavalcando la Lega di Matteo Salvini, ferma al 5,4% con un trend invariato.

Un sorpasso che dà sostanza numerica alle tensioni emerse nelle ultime settimane all’interno del centrodestra e al confronto a distanza tra il segretario del Carroccio e il generale. Poco sopra, alle spalle del podio, si registra una leggera flessione per Forza Italia, che scende al 7,2%, tallonata dall’Alleanza Verdi e Sinistra al 6,4%.

Il quadro delle forze minori

Nella galassia dei partiti più piccoli, Azione di Carlo Calenda arretra al 3,5%, mentre Italia Viva (2,4%) e +Europa (1,5%) cedono entrambe un decimo di punto. In controtendenza Noi Moderati, in crescita all’1,2%, mentre Sud chiama Nord e Avanti PSI si confermano stabili all’1%. Numeri che, nel complesso, confermano la difficoltà del cosiddetto “terzo polo” a ritagliarsi uno spazio competitivo.

Il vero primo partito è l’astensione

Il dato che più dovrebbe far riflettere l’intera classe politica, però, non riguarda nessuna delle forze in campo. Alla voce “non si esprime” si colloca un imponente 28% degli intervistati, in aumento dell’1% in soli sette giorni. Si tratta della fetta di elettorato in più rapida crescita, che di fatto si conferma come il vero “primo partito” d’Italia.

Un segnale di disaffezione che attraversa trasversalmente tutti gli schieramenti e che, a oggi, nessuna delle proposte politiche sul tavolo sembra in grado di intercettare. Per i partiti, la sfida dei prossimi mesi passa anche e soprattutto dalla capacità di riconquistare la fiducia di questo elettorato in fuga.