giovedì, Agosto 6

Caso Minetti, la difesa chiarisce: “L’avvocatessa trovata carbonizzata era il tutore del bambino”

Nel caso Minetti arriva un nuovo capitolo, e questa volta a parlare è la difesa. Gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra — legali di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani — hanno diffuso una nota ufficiale per smentire quelle che definiscono “ennesime illazioni e inesattezze circolate in queste ore” sui media. Al centro della precisazione c’è il ruolo dell’avvocatessa trovata carbonizzata, figura diventata improvvisamente centrale nel dibattito pubblico attorno alla vicenda.

Chi era davvero l’avvocatessa trovata carbonizzata

La difesa è categorica su un punto che ritiene fondamentale: “L’avvocatessa che è stata trovata carbonizzata non è mai stata il legale dei genitori biologici del bambino”. Un dettaglio che smonta alla base alcune delle ricostruzioni circolate nelle ultime ore. Il suo ruolo era completamente diverso: era il tutore del minore — una figura nominata per tutelare gli interessi del bambino, non quelli di una delle parti in causa.

E in quella veste, precisano i legali di Minetti e Cipriani, aveva espresso un parere che va nella direzione opposta a quella suggerita da certe narrazioni: “In tale veste aveva espresso un approfondito e motivato parere positivo all’adozione del bambino a favore della coppia Cipriani e Minetti”. Non un ostacolo, dunque. Un via libera motivato e documentato.

L’adozione in Uruguay: trasparenza sui procedimenti penali italiani

La difesa chiarisce anche un altro punto delicato: quello relativo ai precedenti penali italiani di Nicole Minetti e alla loro eventuale incidenza sulla procedura di adozione in Uruguay. “Nel complessivo procedimento di adozione sono stati rappresentati in maniera trasparente i procedimenti penali italiani di Nicole Minetti”, si legge nella nota. Nessuna omissione, nessun occultamento.

La scelta dei giudici uruguayani di affidare il bambino alla coppia, spiegano gli avvocati, “è stata assunta sulla base dell’istruttoria svolta dalle autorità competenti sui contesti familiari dei richiedenti”. Una valutazione comparativa, ponderata, basata su elementi oggettivi — non su simpatie o favoritismi.

“Commenti grotteschi e paradossali”

Il tono della nota è duro nei confronti di chi ha costruito narrazioni diverse: “Tutti i fatti qui precisati sono agevolmente documentabili e rendono grotteschi e paradossali i commenti, gli accostamenti e le valutazioni che stanno circolando in queste ore sui mezzi di informazione”. Un attacco diretto alla copertura mediatica del caso, che la difesa accusa di ignorare o distorcere i fatti documentati.

Il comunicato si chiude con un appello esplicito alla responsabilità: “L’auspicio è che, anche in considerazione della prioritaria tutela del minore che deve essere salvaguardata in questa vicenda, tutti gli organi di informazione agiscano con senso di responsabilità e stiano aderenti ai fatti obiettivi”. Al centro di tutto, ricordano i legali, c’è un bambino. E la sua tutela viene prima di qualsiasi altra considerazione.