C’è una porta che resta chiusa in via Ugo La Malfa, ad Anguillara Sabazia. Non per isolarsi dal mondo, ma per proteggere un bambino. Dentro quella casa il tempo si è fermato, il dolore ha occupato ogni spazio e le parole sono diventate misurate, sussurrate. È lì che Stefano Torzullo, padre di Federica Torzullo, trattiene una sofferenza che fatica a trovare voce.
«Non so nemmeno come sto riuscendo a rimanere calmo, non so quale santo mi stia tenendo in piedi dopo quello che ho saputo», dice. Federica non c’è più. Uccisa dal marito. E lui, oggi, è soprattutto nonno. «Mio nipote è a casa. Non è stupido. Capisce. Capisce anche dal nostro sguardo che c’è qualcosa che non va, che la madre non tornerà più». Poi il silenzio. «Ma a lui… a lui chi gliela dirà la verità?».
Un bambino da protegger...