Tutti i passeggeri sono stati fatti scendere uno alla volta, in un clima di forte tensione. La cabina e la stiva sono state sottoposte a un’ispezione minuziosa, alla ricerca di esplosivi o dispositivi sospetti.
La verità: uno scherzo che costa caro
Dopo ore di verifiche, l’allarme si è rivelato infondato. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il messaggio incriminato era stato scritto per scherzo e non era destinato a essere letto da altri. Tuttavia, la semplice visualizzazione del testo da parte di un passeggero ha innescato la catena di sicurezza.
Un gesto superficiale che ha avuto conseguenze enormi: mobilitazione militare, intervento delle forze speciali e gestione di un’emergenza che avrebbe potuto avere esiti ben più gravi.
Nessun blocco dello scalo, ma indagini aperte
La società di gestione aeroportuale ha confermato che l’aeroporto di Barcellona non ha subito interruzioni rilevanti, grazie alla gestione dell’emergenza in un’area isolata. I voli in partenza e in arrivo hanno continuato a operare regolarmente.
Per l’autore del messaggio, però, le conseguenze potrebbero essere pesantissime. Il procurato allarme e la simulazione di minaccia sono reati gravi: oltre alle sanzioni penali, non si esclude una richiesta di risarcimento per i costi sostenuti dallo Stato, compreso l’impiego dei caccia militari.
Un monito sulla sicurezza aerea
L’episodio dimostra ancora una volta come, nel contesto attuale, la sicurezza aerea non ammetta leggerezze. Ogni parola, anche se scritta per gioco, può essere interpretata come una minaccia reale.
Un messaggio banale ha trasformato un volo di linea in un caso di sicurezza nazionale, ricordando a tutti che, a diecimila metri di quota, non esistono scherzi innocui.

















