Da qui, l’affondo: «Cadono in un Paese dove si può dire: io voto Vannacci perché ha detto queste cose, io sono d’accordo con la Meloni. Queste fregnacce hanno successo nei Paesi che stanno male, arrabbiati, con problemi economici».
Il paragone con il governo Meloni
Secondo Floris, l’Italia rientra proprio in questa descrizione: «Abbiamo al governo leader livorosi e vittimisti, come la presidente del Consiglio e i suoi ministri». Un attacco frontale che ha subito acceso il dibattito in studio.
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Il riferimento all’omicidio di Kirk
L’argomento era collegato alla morte di Charlie Kirk, attivista pro-Trump assassinato sul palco durante un evento pubblico negli Stati Uniti. Floris ha sottolineato come le sue opinioni estreme abbiano trovato terreno fertile in un contesto già polarizzato. Gruber, però, ha riportato la discussione sul tema delle armi in America: «Kirk diceva che bisogna tollerare anche gli effetti collaterali della libertà di possedere un’arma. Infatti, gli Usa sono pieni di armi e poi succedono queste cose».
La conclusione di Floris
Il giornalista ha quindi avvertito: «C’è sempre qualcuno che impedisce al governo di fare, e anche Meloni arriverà al fondo del barile che è il linguaggio dell’odio». Parole che hanno suscitato applausi e critiche, riaccendendo la polemica sulla linea politica e comunicativa del centrodestra.