mercoledì, Novembre 4

Conte attacca Meloni: “Beniamina dell’establishment, il governo dura grazie ai poteri forti”

Sul fronte identitario, Conte ha spiegato la scelta della definizione di “progressisti indipendenti”, voluta dalla base. Il Movimento, ha chiarito, non si definisce “sinistra” perché forza giovane e non legata alle famiglie politiche tradizionali, ma punta ad abbracciare un campo più ampio in contrapposizione alle forze conservatrici.

Tra i pilastri indicati: la legalità interna e internazionale, definita “il potere di chi non ha potere”; la giustizia sociale, con la necessità di regolamentare il mercato per non ampliare il divario tra ricchi e ceto medio impoverito; e la sicurezza, che ha assicurato sarà un punto fermo in un eventuale programma di governo.

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L’affondo su Vannacci e i migranti

Sul tema migranti, Conte ha accusato il governo di non aver risolto il problema dei rimpatri, andando avanti “a forza di slogan e propaganda”. Particolarmente duro l’attacco a Roberto Vannacci e alla sua proposta di remigrazione, bollata come “una grande truffa” e definita una soluzione “impraticabile e incostituzionale”.

Un intervento, quello del leader pentastellato, costruito per marcare con nettezza la distanza dall’esecutivo e per rilanciare l’identità del Movimento in vista delle prossime scadenze politiche. Parole che, prevedibilmente, alimenteranno il già acceso confronto tra maggioranza e opposizione.