Arrivano segnali incoraggianti dagli ospedali milanesi per i feriti dell’incendio di San Silvestro a Crans-Montana. Dopo giorni di apprensione, le condizioni dei ragazzi ricoverati al Niguarda e al Policlinico mostrano lievi ma costanti miglioramenti. In particolare, Leonardo e Kean, entrambi sedicenni, sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e hanno iniziato a riprendere contatto con il mondo esterno.
Attualmente sono dodici i feriti curati a Milano: undici presso il Centro ustioni dell’ospedale Niguarda e uno al Policlinico. La fase più critica sembra alle spalle, anche se il percorso di recupero resta lungo e complesso.
Leggi anche:Ilaria Salis nella bufera dopo il post sul Pride di Berlino: migliaia di critiche sui social
Leggi anche:Proteste davanti al Parlamento: uova e pomodori contro le auto dei deputati

Leonardo e Kean svegli e vigili: comunicano con un computer
Leonardo e Kean, studenti di 16 anni, non possono ancora parlare a causa delle condizioni cliniche e delle fasciature, ma sono vigili, coscienti e in grado di comunicare grazie a strumenti di comunicazione aumentativa. Utilizzano un computer con icone, parole e simboli che permettono loro di esprimere emozioni e rispondere alle domande dei familiari e dei medici.
Possono anche vedere i videomessaggi inviati dagli amici e dai compagni di scuola. Dopo un primo momento di forte impatto emotivo al risveglio, i due ragazzi stanno gradualmente ritrovando un certo equilibrio psicologico.
Il racconto di Bertolaso: “Ha cliccato l’icona della felicità”
L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha raccontato uno dei momenti più toccanti vissuti in reparto. Uno dei ragazzi, da poco estubato e quindi capace di respirare autonomamente ma non ancora di parlare, ha comunicato con la madre attraverso il sistema digitale.
Alla domanda “Come ti senti?”, il giovane ha spostato una dopo l’altra le icone che rappresentavano paura, ansia, dolore e preoccupazione. Poi, davanti al simbolo della felicità, lo ha selezionato. «Devo dire che mi sono molto emozionato», ha spiegato Bertolaso, sottolineando la forza psicologica del ragazzo nonostante le condizioni fisiche ancora delicate.
Le condizioni degli altri feriti
Il decorso resta impegnativo per tutti. Le terapie richiederanno settimane, se non mesi. Francesca, un’altra giovane ricoverata al Niguarda, è stata sottoposta a un nuovo intervento chirurgico. Manfredi, 16enne romano con ustioni su circa il 35% del corpo, dovrà affrontare un’altra operazione nei prossimi giorni e sta combattendo anche contro un’infezione, ma è stato trasferito dalla Terapia intensiva al Centro ustioni.
Antonio, 14 anni, potrà proseguire le cure in regime di day hospital dopo le dimissioni dal reparto. Eleonora, veterinaria di 29 anni originaria dell’Emilia-Romagna, è stata trasferita all’ospedale di Cesena per essere più vicina alla famiglia.
Valentino, padre del sedicenne Giuseppe, ha raccontato che il figlio ha il viso quasi completamente libero dalle fasciature dopo una profonda medicazione. Dovrà affrontare ulteriori cure, ma le prospettive sono considerate positive. «La rigenerazione della pelle consuma moltissima energia – spiega – e alcuni ragazzi mangiano tantissimo proprio per questo».
Più complessa la situazione dei pazienti tracheostomizzati, ai quali è stata praticata un’apertura nella trachea per facilitare la respirazione. Anche per loro il recupero sarà graduale e monitorato con attenzione.
I banchi restano vuoti: il gesto della classe
Intanto, al liceo Virgilio, frequentato da quattro dei ragazzi feriti, i compagni della terza D hanno deciso di lasciare vuoti i banchi degli amici assenti. Alla proposta di rimuoverli temporaneamente, gli studenti si sono opposti con decisione, scegliendo di aspettare il loro ritorno.
«Siamo soddisfatti di come stanno andando le cose – ha concluso Bertolaso –. La gestione delle ustioni è la più complessa che esista, soprattutto quando è aggravata da complicazioni polmonari. Ora attendiamo il momento in cui potremo dire che tutti i ragazzi sono fuori pericolo. È l’annuncio che vorrei dare il prima possibile».