mercoledì, Aprile 22

Crepet sulla tragedia di Catanzaro: “Il vero problema non è quello che pensano tutti”

Dopo la tragedia che ha sconvolto Catanzaro, dove una donna di 46 anni si è lanciata dal balcone di casa insieme ai suoi tre figli, arriva l’analisi dello psichiatra Paolo Crepet, che invita a non fermarsi a una lettura superficiale di quanto accaduto.

Secondo l’esperto, parlare di un semplice gesto improvviso rischia di banalizzare una vicenda molto più complessa e dolorosa.

“Non chiamatelo un semplice gesto d’impeto, perché allora chiunque potrebbe compiere un atto simile da un momento all’altro. Non diciamo sciocchezze”, ha dichiarato Crepet commentando il caso.

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“Dietro c’è un disagio che nessuno ha visto”

Per lo psichiatra, episodi come questo non nascono in pochi minuti, ma sono spesso il punto finale di un percorso di sofferenza interiore che può rimanere invisibile anche a chi vive accanto alla persona.

Crepet ha sottolineato come il vero nodo possa essere rappresentato da una solitudine profonda, spesso nascosta dietro una quotidianità apparentemente normale.

“Questa donna era probabilmente sola nel suo dolore. Il problema è che nessuno è riuscito a intercettare quel malessere prima che diventasse irreversibile”, ha spiegato.

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La critica alla narrazione del “brava persona”

L’esperto ha poi criticato il modo in cui spesso vengono raccontate tragedie di questo tipo, quando dopo il dramma emergono descrizioni simili da parte di amici e vicini. Frasi come “era una donna tranquilla”, “molto religiosa” o “una madre premurosa”, secondo Crepet, rischiano di trasformarsi in una formula vuota che non aiuta davvero a comprendere il dolore vissuto da chi compie un gesto estremo.

“Dire che era una brava donna non basta. Serve capire perché quel dolore sia rimasto invisibile”, ha aggiunto.

Il peso della solitudine nella società moderna

Nel suo intervento, Crepet ha allargato il discorso a un tema più ampio, quello della fragilità emotiva in una società sempre più connessa digitalmente ma spesso povera di relazioni autentiche. Secondo lo psichiatra, molte persone vivono oggi circondate da contatti virtuali ma prive di una vera rete di sostegno umano capace di cogliere segnali di sofferenza.

“Siamo pieni di social e sempre più vuoti di relazioni vere”, ha osservato, indicando proprio nell’isolamento uno dei grandi mali contemporanei.

Una tragedia che interroga tutti

Nel dramma di Catanzaro la donna e due dei suoi figli sono morti sul colpo, mentre la figlia maggiore è stata ricoverata in condizioni gravissime. Le indagini sono ancora in corso per chiarire ogni dettaglio, ma le parole di Crepet spostano l’attenzione su una domanda più profonda: quante sofferenze restano invisibili fino a quando non esplodono nel modo più devastante.

Per lo psichiatra, la vera riflessione non riguarda solo il singolo episodio, ma la capacità della società di riconoscere il dolore prima che sia troppo tardi.

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