Il nodo strategico dello Stretto di Hormuz
Un altro punto centrale riguarda lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il traffico energetico.
Crosetto ha ribadito che l’Italia non intende cedere a eventuali pressioni iraniane su questo fronte:
“Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano”.
Il ministro ha sottolineato come la sicurezza di quel tratto di mare sia fondamentale non solo per l’Italia e l’Europa, ma per l’economia globale, considerando l’impatto diretto sui prezzi dell’energia.
Una risposta internazionale coordinata
Secondo Crosetto, una risposta efficace alla crisi non può essere limitata a singoli interventi nazionali, ma deve coinvolgere un ampio fronte internazionale.
“La risposta deve essere larga, credibile e condivisa”, ha dichiarato, indicando la necessità di un coordinamento tra più Paesi.
L’obiettivo è evitare un’escalation che potrebbe avere conseguenze non solo militari, ma anche economiche e geopolitiche su scala globale.
Italia sotto osservazione ma non bersaglio diretto
In questo scenario, l’Italia non risulta tra i bersagli immediati di attacchi militari, ma resta esposta a rischi indiretti legati alla sicurezza interna.
Il riferimento alle cellule dormienti evidenzia un tipo di minaccia più difficile da prevenire, perché legata a individui apparentemente integrati e invisibili ai sistemi tradizionali di controllo.
Un quadro che, secondo il ministro, richiede attenzione costante e collaborazione internazionale per essere gestito.


















