giovedì, Giugno 25

Ilaria Salis contro Viktor Orban: «Ducetto magiaro, indole fascista»

Nuovo durissimo scontro politico tra Ilaria Salis e Viktor Orban. Dopo mesi di tensioni diplomatiche legate al processo in Ungheria, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra è tornata ad attaccare frontalmente il premier ungherese con parole che hanno scatenato un acceso dibattito a Bruxelles e in Italia.

Ilaria Salis

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Le parole di Ilaria Salis

In un post pubblicato su X (ex Twitter), Salis ha definito Orban «il ducetto magiaro», accusandolo di ignorare i principi fondamentali della democrazia: «Per l’ennesima volta, il ducetto magiaro dà prova di disconoscere i principi di una vera democrazia. Non spetta al potere politico condannare un imputato, tanto meno un avversario, al carcere: questo è compito di un giudice imparziale e indipendente», ha scritto la deputata.

Il messaggio continua con toni ancora più duri: «Orban, più parli più riveli la tua indole fascista. Il popolo italiano il fascismo l’ha già ripudiato una volta per tutte, e non permetteremo che riportiate indietro le lancette della storia. Difenderemo i diritti e le libertà conquistate – e ne vogliamo ancora, e ancora, e ancora». Salis conclude poi con una stoccata diretta all’Unione europea: «Perché i cittadini europei devono continuare a finanziare il governo autocratico e oligarchico di questo signore?».

La replica (velata) di Viktor Orban

Le parole della deputata arrivano dopo un’intervista del premier ungherese alla trasmissione “10 Minuti”, in cui Orban aveva commentato il processo che vede Salis imputata per le aggressioni del 2023 contro militanti di estrema destra a Budapest: «Ilaria Salis è una signora italiana che è venuta in Ungheria – e fin qui tutto bene – ma se vieni per commettere dei crimini, non sei il benvenuto. Quella signora ha usato violenza contro cittadini pacifici, quindi è una criminale e dovrebbe stare in galera».

Una dichiarazione che, secondo l’eurodeputata, rappresenta una violazione del principio di presunzione di innocenza. Salis, infatti, è ancora sotto processo, ma dopo l’elezione al Parlamento europeo gode dell’immunità e può affrontare il procedimento in libertà.

Il contesto: tra processo e politica

Il caso Salis è diventato un simbolo delle tensioni tra Bruxelles e il governo di Budapest. L’attivista italiana, detenuta per oltre un anno in Ungheria in condizioni denunciate come disumane, è stata liberata dopo la sua elezione al Parlamento europeo nel 2024. Da allora, ha spesso criticato Orban e le sue politiche definite “illiberali”.

Il premier ungherese, dal canto suo, continua a sostenere che «la giustizia ungherese è indipendente» e accusa l’Unione europea di interferire nei processi interni. Il nuovo scontro tra i due rischia di riaccendere lo scontro diplomatico tra Roma, Bruxelles e Budapest, proprio mentre l’Ue discute i nuovi fondi di coesione destinati all’Ungheria, ancora congelati per violazioni dello stato di diritto.

Le reazioni politiche

Il post di Ilaria Salis ha diviso il mondo politico: i gruppi di sinistra europea e Verdi l’hanno difesa parlando di “coraggio e verità”, mentre i partiti del centrodestra italiano – da Fratelli d’Italia a Forza Italia – l’hanno accusata di “insultare un capo di governo straniero” e “alimentare tensioni istituzionali”.

Intanto, in Ungheria, i media vicini al governo definiscono la deputata «un simbolo della decadenza europea», mentre a Bruxelles il suo intervento riapre il dibattito sulla compatibilità tra l’Ungheria di Orban e i valori fondanti dell’Unione europea.

Un conflitto che non si spegne

L’ennesimo scontro tra Salis e Orban dimostra come il suo caso, nato come vicenda giudiziaria, sia ormai diventato un terreno politico e simbolico. E mentre la deputata promette di “difendere le libertà conquistate”, il premier ungherese ribadisce che “la giustizia non si fa sui social”. Ma lo scontro, a giudicare dai toni, sembra solo all’inizio.

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