giovedì, Giugno 18

Difesa, Crosetto minaccia le dimissioni: scontro nel governo su un nuovo taglio da 5 miliardi

Una traccia di quanto accaduto si può cogliere in un post su X pubblicato giovedì scorso, passato quasi sotto silenzio ma dal significato politico rilevante. Crosetto rispondeva al britannico John Healey, uscito dal governo di Keir Starmer proprio per protestare contro la riduzione delle risorse destinate alle forze armate.

Nel messaggio, il ministro italiano esprimeva piena vicinanza al collega, dichiarando di condividere gran parte delle sue riflessioni e di aver scelto invece di attendere tempi meno difficili, nella speranza di un’evoluzione positiva. Parole che, rilette oggi, assumono un significato chiaro alla luce della vicenda.

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Le scelte sulle spese militari

Lo scontro è l’ultimo atto di settimane complicate per un esecutivo scosso dalla crisi di Hormuz e sotto pressione per il cosiddetto “fenomeno Vannacci”. Prima la decisione di non procedere con l’acquisto di armi previste dal programma Purl, destinato all’Ucraina; poi la riduzione del prestito europeo garantito da Safe, passato dai 14,9 miliardi inizialmente opzionati a soli 5 miliardi. Nell’ultima settimana l’ipotesi ancora più drastica: rinunciare anche ai residui 5 miliardi.

La missione a Washington

È questo lo scenario con cui Crosetto deve confrontarsi, con un’ulteriore complicazione: il ministro è atteso a Washington per un bilaterale con il segretario statunitense alla Difesa Pete Hegseth. Un incontro in cui dovrebbe ribadire impegni di spesa militare che il governo punta però a ridimensionare.

Da qui la scelta di affidarsi, almeno per ora, alle garanzie di Giorgetti, rinviando ogni decisione definitiva alla fine del 2026. Solo allora, con la prova della manovra, arriverà il vero momento delle scelte, in una partita politica che resta apertissima e dall’esito incerto.

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