La situazione del calcio italiano è ormai sotto gli occhi di tutti. Tre Mondiali consecutivi saltati non possono essere liquidati come una semplice coincidenza o una serie sfortunata.
Si tratta di una crisi strutturale, che riguarda il sistema nel suo complesso: dalla formazione dei giovani alla gestione dei club, fino alla capacità di competere a livello internazionale.
Le dimissioni di Gattuso, se confermate, rappresenterebbero solo il primo tassello di un cambiamento più ampio che appare ormai inevitabile.
Le prossime mosse della FIGC
La Federazione sarà chiamata a decidere rapidamente. Ufficializzare l’addio del ct, individuare un successore e soprattutto definire una linea chiara per il futuro.
Il rischio è quello di intervenire sull’emergenza senza affrontare le cause profonde della crisi. L’opportunità, invece, è quella di avviare una rifondazione vera, partendo proprio dalla scelta della guida tecnica.
In questo senso, il nome di Conte rappresenta una soluzione immediata ma anche un possibile punto di partenza per un progetto più ambizioso.
Ricostruire fiducia
Al di là delle scelte tecniche, la sfida principale sarà ricostruire la fiducia. Nei tifosi, nei giocatori e in tutto l’ambiente che ruota attorno alla Nazionale. L’Italia resta una delle grandi storiche del calcio mondiale, ma oggi si trova a fare i conti con una perdita di credibilità che va ben oltre il risultato di una singola partita.
Il prossimo commissario tecnico, chiunque sarà, avrà un compito complesso: non solo vincere, ma riportare identità e orgoglio a una squadra che sembra averli smarriti.
E il tempo, questa volta, non sarà un alleato.