L’atterraggio di due elicotteri militari statunitensi nel Parco delle Madonie, in Sicilia, ha acceso una forte polemica politica e istituzionale. Il caso è esploso dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, che ha definito l’episodio “gravissimo” e ha chiesto chiarimenti immediati al presidente della Regione Renato Schifani.

Secondo quanto riportato, i due velivoli militari americani sarebbero atterrati nell’area di Piano Catarineci, all’interno di una zona del parco classificata come area di massima tutela ambientale. La vicenda ha subito sollevato interrogativi sia sul piano politico che su quello ambientale.
La denuncia del Movimento 5 Stelle
A sollevare il caso è stato il capogruppo del M5S all’Assemblea regionale siciliana, Antonio De Luca, che ha chiesto al presidente della Regione di riferire immediatamente in Aula.
Secondo De Luca, l’atterraggio di mezzi militari americani in un’area protetta rappresenterebbe un episodio che potrebbe essere giustificato solo da circostanze di emergenza. Il deputato ha sottolineato che essere partner della Nato non significa accettare qualsiasi operazione militare senza trasparenza istituzionale.
Nel suo intervento ha inoltre evidenziato il contesto internazionale particolarmente delicato, ricordando il coinvolgimento attivo degli Stati Uniti nelle tensioni militari in Medio Oriente.
Il nodo dell’area protetta Unesco
Uno degli aspetti più contestati riguarda proprio il luogo dell’atterraggio. L’episodio sarebbe avvenuto nel cuore del Parco delle Madonie, territorio riconosciuto come Unesco Global Geopark.
Secondo il Movimento 5 Stelle, il fatto che i velivoli militari abbiano operato in un’area classificata come zona A, cioè con il massimo livello di tutela ambientale, rende la vicenda ancora più delicata.



















