mercoledì, Agosto 5

Prodi: «Europa umiliata da Trump e Putin. O integrazione o…»

Prodi: «Un’ombra nera sul mondo»

L’ex premier ed ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi lancia l’allarme: le democrazie si stanno indebolendo e l’Europa appare sempre più come un vaso di coccio tra vasi di ferro. In un’intervista a Repubblica, Prodi ha parlato di un’Europa «umiliata» a Washington dall’asse tra Donald Trump e Vladimir Putin, mentre la Cina costruisce un nuovo ordine globale senza Bruxelles. «L’unico rimedio alla decadenza dell’Occidente è la vera integrazione europea. L’alternativa è il suicidio».

Secondo Prodi, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen è relegata a un ruolo «barometrico», come un «cucù che batte il tempo a seconda della pressione». Un’Europa dunque debole e spettatrice degli accordi tra grandi potenze.

L’asse tra autoritarismi

«Sul mondo si estende un’ombra nera – spiega Prodi – fatta non di un singolo episodio, ma di un disegno preciso: la convergenza fra autoritarismi». Il riferimento è all’intesa crescente tra Putin e Trump, che sull’Ucraina oscillano tra attacchi e riconciliazioni con Volodymyr Zelensky, con l’obiettivo finale di consolidare il loro asse. «Noi europei stiamo al gioco ed è stato umiliante», aggiunge Prodi, sottolineando come il mondo si stia avviando verso un trilateralismo Usa-Russia-Cina che, nei fatti, si traduce in un bipolarismo dominato dal rapporto tra Mosca e Pechino.

Il voto per identità

Un altro tema affrontato da Prodi riguarda la crisi della democrazia occidentale, dove «gli elettori non votano più per obiettivi politici o economici, ma per identità». Un fenomeno che secondo l’ex premier sta favorendo la spartizione del mondo. Esempi concreti: «In Polonia, nonostante i benefici ricevuti dall’Unione europea, è stato eletto un presidente antieuropeo. In Italia si insiste con il mantra di Dio, patria e famiglia».

Per la Cina, invece, la fine della supremazia occidentale non è una decadenza, ma un «Rinascimento». Gli Stati Uniti, al contrario, si stanno chiudendo in una America Great Again isolata, rinunciando al dialogo e alle organizzazioni internazionali.

L’involuzione democratica

Prodi avverte anche sul rischio di una dittatura strisciante negli Stati Uniti, con operazioni contro università, cultura, magistratura, media e persino la Banca centrale, oltre all’uso della Guardia Nazionale. Un modello che secondo l’ex premier minaccia di influenzare anche l’Europa, dove governi come quello italiano «non possono mai permettersi di contraddire gli Stati Uniti».

«Il centrosinistra – ha aggiunto – dovrebbe almeno esistere. Il malcontento verso il governo cresce, ma senza opposizione l’esecutivo fa ciò che vuole e vince sempre».

L’Europa vassalla

Per Prodi, l’incontro di Washington ha mostrato plasticamente la subordinazione europea: «Non ho mai visto un vertice internazionale senza parità, con l’Europa in posizione subalterna a prendere ordini». Per invertire la rotta, sostiene, serve un salto politico europeo: non solo debito comune, come suggerisce Mario Draghi, ma soprattutto difesa comune e una vera politica estera condivisa. Senza questo, l’Europa resterà un «vassallo» delle grandi potenze.