lunedì, Maggio 25

Elezioni comunali 2026, affluenza in calo e primi exit poll

Si sono chiuse alle 15 le urne delle elezioni amministrative 2026, una tornata che coinvolge centinaia di comuni italiani e oltre 6,6 milioni di elettori. Subito dopo la chiusura dei seggi sono iniziati gli scrutini e sono arrivati anche i primi exit poll che iniziano già a delineare il quadro politico nazionale.

Il dato che emerge immediatamente è quello dell’affluenza in calo rispetto alle precedenti amministrative. Alle 23 della prima giornata aveva votato il 46,31% degli aventi diritto contro il 50,20% registrato nella precedente tornata.

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Centrodestra avanti a Venezia, Reggio Calabria e Arezzo

Secondo gli exit poll del Consorzio Opinio per Rai, il centrodestra sarebbe avanti in diverse città chiave di questa tornata elettorale.

A Venezia il candidato del centrodestra Venturini sarebbe in vantaggio e potrebbe addirittura evitare il ballottaggio.

Situazione ancora più netta a Reggio Calabria, dove il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro viene dato tra il 64% e il 68%, molto distante dal candidato del centrosinistra Domenico Battaglia, fermo tra il 21% e il 25%.

Ad Arezzo, invece, il candidato del centrodestra Marcello Comanducci sarebbe avanti tra il 41,5% e il 45,5%, seguito dal candidato del campo largo Vincenzo Ceccarelli, stimato tra il 32% e il 36%.

De Luca travolge tutti a Salerno

Uno dei dati più pesanti di questa tornata arriva da Salerno, dove Vincenzo De Luca sarebbe oltre il 55% secondo gli exit poll. Numeri che confermerebbero ancora una volta il forte radicamento politico dell’area deluchiana in Campania.

La Campania si conferma inoltre una delle poche regioni italiane in controtendenza sul fronte della partecipazione al voto.

In province come Salerno e Avellino, infatti, l’affluenza sarebbe risultata superiore alla media nazionale.

Messina verso Basile, Prato resta al Pd

A Messina sarebbe avanti il sindaco uscente Federico Basile, sostenuto dal movimento Sud chiama Nord legato a Cateno De Luca. A Prato, invece, il Partito Democratico sarebbe vicino alla conferma con Matteo Biffoni.

Questi primi dati rafforzano l’idea di un’Italia amministrativa ancora molto frammentata, con risultati fortemente legati alle dinamiche locali e al peso dei singoli candidati.

Affluenza in calo quasi ovunque

Nonostante alcuni segnali positivi al Sud, il dato generale resta quello di una partecipazione inferiore rispetto al passato. Le regioni che registrano i cali più evidenti sono Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna.

In Toscana, in alcuni comuni, l’affluenza alle 23 è scesa addirittura sotto il 40%, con il caso simbolico di Cascina, dove si sarebbe fermata attorno al 37,7%.

Numeri che riaprono il dibattito sull’astensionismo e sulla crescente disaffezione verso il voto amministrativo.

Le ombre sul voto nel Napoletano

La giornata elettorale è stata segnata anche da alcune indagini legate a presunti episodi di corruzione elettorale. A Mugnano e Casandrino, nel Napoletano, i carabinieri hanno denunciato alcune persone trovate con tessere elettorali intestate ad altri cittadini, denaro e fac-simili di schede già compilate.

Altri episodi sono stati segnalati a Pompei, dove alcuni elettori avrebbero fotografato la scheda all’interno della cabina elettorale.

Le forze dell’ordine stanno ora verificando eventuali collegamenti con ipotesi di voto di scambio.

Ora parte lo scrutinio decisivo

Con la chiusura delle urne è ufficialmente iniziata la fase decisiva dello spoglio.

Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato supererà il 50% dei voti, si tornerà alle urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno.

Le prossime ore saranno decisive per capire se gli exit poll verranno confermati e soprattutto quale sarà il peso politico nazionale di queste amministrative, considerate un importante test sia per il governo Meloni sia per le opposizioni.

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