mercoledì, Aprile 8

Delitto di Garlasco, cade l’ipotesi del killer in giardino: “Erano già in casa”

Come spiegato dal consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli, gli animali furono trovati all’interno dell’abitazione all’arrivo dei soccorsi. Un dettaglio documentato anche da fotografie scattate sulla scena, dove si vedono ciotole con residui di cibo e tracce della presenza dei felini.

Uno dei soccorritori avrebbe persino isolato un gatto nel garage per evitare contaminazioni delle prove. Circostanze che rendono incompatibile la teoria secondo cui Chiara avrebbe aperto la porta per farli uscire.

Nessuna traccia di intrusione

Un altro punto cruciale riguarda lo stato dell’abitazione: porte e finestre risultavano chiuse, senza segni di forzatura. Questo elemento rafforza la conclusione già raggiunta dai giudici, secondo cui non vi fu alcuna intrusione improvvisa dall’esterno.

L’idea dell’agguato in giardino, quindi, resta confinata tra le ipotesi alternative non supportate dalle evidenze raccolte durante le indagini.

Un caso ancora al centro del dibattito

Nonostante una sentenza definitiva, il delitto di Garlasco continua a generare discussioni e nuove letture. Il riemergere ciclico di ipotesi già valutate dimostra quanto il caso sia ancora radicato nell’opinione pubblica.

Tuttavia, gli elementi processuali e le ricostruzioni ufficiali restano il punto di riferimento principale. E, almeno su questo fronte, la pista del “killer in giardino” sembra ormai definitivamente archiviata.

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