sabato, Giugno 6

Esplosione e crollo a Porto Sant’Elpidio: muore Giuseppe Pieroni

La palazzina coinvolta era composta da due piani e ospitava almeno due nuclei familiari. La violenza dell’esplosione è stata tale da provocare il crollo strutturale dell’edificio, rendendo necessarie operazioni di ricerca e soccorso tra le macerie che si sono protratte per ore.

L’anziana dispersa: si cerca Ettorina Paccapelo

Nell’altro appartamento dello stabile viveva Ettorina Paccapelo, una donna di 90 anni che al momento del crollo risulta dispersa. Le sue condizioni di salute rendono la situazione ancora più drammatica: l’anziana soffriva di problemi respiratori ed era assistita con l’ausilio di bombole di ossigeno. Con lei si trovava il figlio 60enne, che è stato estratto vivo dalle macerie dai soccorritori, ma è rimasto ferito nel crollo.

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Le operazioni di ricerca per localizzare Ettorina Paccapelo sono state condotte con la massima urgenza, nella consapevolezza che ogni ora che passa riduce le possibilità di trovarla in vita. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta tra i detriti, in condizioni rese difficili dalla pericolosità strutturale dell’edificio parzialmente crollato.

La risposta delle istituzioni

La gravità dell’accaduto ha raggiunto i livelli più alti delle istituzioni: secondo indiscrezioni, nelle ore successive alla tragedia sarebbero stati avviati contatti informativi con la Presidenza del Consiglio. Un segnale dell’attenzione che la vicenda ha immediatamente generato a livello nazionale. Sul posto si è mobilitato un numero significativo di forze: oltre ai vigili del fuoco e alle ambulanze del 118, erano presenti polizia di Stato, carabinieri, polizia locale e guardia di finanza.

Porto Sant’Elpidio, cittadina adriatica di circa 26.000 abitanti, si è svegliata sotto shock. La comunità locale ha seguito con apprensione le operazioni di soccorso, nella speranza che i lavori di recupero tra le macerie potessero portare a qualche ulteriore notizia positiva dopo quella già arrivata con l’estrazione in vita del figlio di Ettorina.

Un dramma che si consuma all’alba

Erano le cinque di mattina quando tutto è finito per Giuseppe Pieroni. Un’ora in cui una famiglia dormiva, in cui un’anziana era assistita dal figlio, in cui nessuno poteva immaginare quello che stava per accadere. La fuga di gas non perdona, e quando la deflagrazione ha squarciato il silenzio dell’alba, la palazzina si è trasformata in un cumulo di macerie in pochi secondi.

Le indagini stabiliranno con precisione cause e responsabilità. Ma il dolore di una famiglia decimata e di un’intera comunità è già una realtà con cui fare i conti.

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