Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi sarebbero stati almeno otto. L’assalto è stato pianificato nei dettagli e messo in atto con modalità paramilitari.
Fermati con finte auto della polizia
I rapinatori hanno bloccato i blindati utilizzando auto civetta dotate di lampeggianti blu, fingendosi forze dell’ordine. Un espediente che ha consentito loro di costringere i mezzi a fermarsi senza insospettire inizialmente gli autisti.
Alcuni componenti del gruppo indossavano abiti neri, altri tute bianche. Tutti armati di kalashnikov. Il portavalori è stato crivellato di colpi e le portiere fatte esplodere per accedere al contenuto del blindato.
Esplosioni e mezzi in fiamme

Per rallentare eventuali soccorsi, i banditi hanno incendiato veicoli lungo la carreggiata, creando barriere di fuoco e una densa colonna di fumo visibile a distanza. Le immagini diffuse mostrano il blindato gravemente danneggiato e l’asfalto cosparso di detriti.
Momenti di panico tra gli automobilisti, rimasti bloccati in coda mentre si udivano gli spari.
Conflitto a fuoco con i carabinieri
Durante la fuga, una pattuglia dei carabinieri ha intercettato il gruppo nei pressi di Squinzano. Ne è nato un breve scontro armato, fortunatamente senza feriti.
I malviventi sono riusciti a dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti. Sono in corso posti di blocco e perlustrazioni su tutto il territorio.
Traffico paralizzato e superstrada chiusa
La Lecce-Brindisi è stata temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni per consentire i rilievi e la messa in sicurezza dell’area. Lunghe code e disagi per centinaia di automobilisti, con deviazioni verso strade secondarie.
Le operazioni di bonifica hanno richiesto diverse ore, vista la presenza di mezzi incendiati e materiale esplosivo utilizzato durante l’assalto.
Un colpo organizzato nei minimi dettagli
L’azione dimostra un livello organizzativo elevato: uso di veicoli camuffati, armi da guerra, esplosivi e strategia di copertura per la fuga. Gli investigatori stanno analizzando telecamere e testimonianze per ricostruire l’esatta dinamica e identificare i responsabili.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei mezzi portavalori e sulla vulnerabilità delle arterie ad alto scorrimento del Salento.
Al momento non risultano feriti tra gli operatori del portavalori né tra i militari intervenuti, ma resta alta la preoccupazione per la violenza dimostrata durante l’assalto.