Una decisione che ha immediatamente riacceso il dibattito, sia tra gli esperti che nell’opinione pubblica, già profondamente divisa sul caso.
“I bambini si innervosiscono”: la valutazione dei servizi sociali
Secondo quanto emerso nelle relazioni successive all’allontanamento della madre dalla casa famiglia di Vasto, i bambini mostrerebbero segni di agitazione dopo i contatti a distanza.
In particolare, le videochiamate con la madre verrebbero considerate un fattore destabilizzante per il loro equilibrio emotivo. Dopo questi momenti, infatti, il loro umore cambierebbe sensibilmente, interferendo con il percorso stabilito dagli operatori.
Proprio per questo motivo, si starebbe valutando di ridurre ulteriormente i contatti, fino all’ipotesi più drastica: la sospensione delle videochiamate.
La reazione della difesa: “Siamo al paradosso”
Durissima la posizione di Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della difesa dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
“Siamo al paradosso”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di ristabilire il prima possibile il rapporto tra madre e figli.
Secondo Cantelmi, le relazioni degli operatori evidenzierebbero un fallimento nel percorso di supporto: “Non sono state messe in campo le competenze psicologiche necessarie, né un adeguato supporto di neuropsichiatria infantile”.
Un nodo centrale: il rapporto madre-figli
Il punto più delicato della vicenda resta proprio il legame tra la madre e i bambini. Nell’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, infatti, si sottolineava la necessità di garantire comunque contatti, anche a distanza.
Le videochiamate rientrano proprio in questo tipo di contatto. Tuttavia, le ultime valutazioni dei servizi sociali sembrano andare in direzione opposta, aprendo a un possibile restringimento delle comunicazioni.
Il contrasto con le indicazioni del tribunale
La situazione evidenzia un possibile contrasto tra le indicazioni dei giudici e le valutazioni operative dei servizi sociali.
Se da un lato il tribunale aveva previsto il mantenimento dei rapporti, dall’altro le nuove relazioni suggeriscono una riduzione dei contatti per tutelare il benessere dei minori.










