venerdì, Febbraio 13

Sanremo 2026, Carlo Conti al Quirinale con Mattarella: «Festival libero, nessuna interferenza del Governo. Su Pucci ho deciso io»

Un segnale di vitalità che, secondo Conti, merita di essere celebrato anche nelle sedi istituzionali.

L’ultimo Festival? L’annuncio di Conti

Ma tra le dichiarazioni più sorprendenti c’è quella sul futuro personale. «Questo è il mio quinto Festival, il numero perfetto per smettere», ha detto senza esitazioni.

Negli ultimi dodici anni la direzione artistica è stata condivisa tra lui, Amadeus e Baglioni. Un ciclo lungo che, secondo Conti, ha dato stabilità e identità alla manifestazione, ma che ora potrebbe lasciare spazio a nuove idee.

Non è escluso un ritorno alla radio, il suo primo amore: «Forse tra qualche anno mollo la tv e torno alla radio, chiudendo un cerchio».

Tra musica e politica: Sanremo nell’occhio del ciclone

Sanremo resta un gigantesco amplificatore mediatico. Ogni scelta, ogni ospite, ogni battuta finisce sotto la lente d’ingrandimento. Conti lo sa bene: «Il Festival è nell’occhio del ciclone, si viene tirati per la giacca».

Eppure il messaggio che vuole lanciare è chiaro: autonomia artistica e professionalità. «Non è successo né con altri governi né con questo», ribadisce.

Ora l’attenzione torna al palco dell’Ariston, con l’auspicio che le polemiche lascino spazio alla musica e che questa edizione possa essere ricordata per le canzoni e non per le tensioni politiche.

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