giovedì, Giugno 25

Camillo Ruini, l’ultima intervista politica: l’elogio a Meloni e il giudizio su Pier Silvio

Interrogato su una possibile discesa in campo di Pier Silvio Berlusconi, Ruini si era mostrato scettico: “Non la vedo come una prospettiva”. Pur riconoscendo le doti di carisma che avevano caratterizzato la figura di Silvio Berlusconi, il cardinale aveva sottolineato come si trattasse di “talenti personali nella vita pubblica che difficilmente passano da padre in figlio”. Un giudizio accompagnato dal ricordo personale del rapporto con l’ex presidente del Consiglio, al quale, aveva precisato, lo legava “un’amicizia”.

La precisazione sul titolo de ‘La Stampa’

Nei giorni successivi alla pubblicazione, Ruini era intervenuto per chiarire la propria posizione sul titolo dell’intervista. “Voglio precisare che, come spesso capita, il titolo del giornale indurisce il contenuto dell’intervista”, aveva spiegato il cardinale, aggiungendo che non rientrava nella sua responsabilità ciò che era scritto nel titolo, ma esclusivamente quanto contenuto nel testo. Una precisazione che testimoniava l’attenzione con cui, fino agli ultimi tempi, seguiva il modo in cui le sue parole venivano riportate.

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Un lascito che torna d’attualità

Riletta oggi, dopo la scomparsa del cardinale, questa intervista assume il valore di una delle sue ultime testimonianze pubbliche sul rapporto tra fede e politica, tema che aveva attraversato l’intera vicenda umana e pastorale di Ruini.

Fedele al suo carattere diretto, il presidente emerito della Cei aveva preferito ancora una volta esprimere le proprie convinzioni piuttosto che mantenerle in silenzio. Le sue osservazioni, sempre ricondotte più a una preoccupazione pastorale che a un orientamento ideologico, restituiscono il ritratto di uno dei protagonisti più influenti della Chiesa italiana degli ultimi decenni, capace di incidere sul dibattito pubblico fino agli ultimi tempi della sua lunga esistenza.

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